Cecchin: «Impraticabile la proposta di una Rsa nell’ex cinema di San Giorgio»

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SAN GIORGIO SU LEGNANO – «Irrealizzabile sotto ogni profilo tecnico e normativo». L’amministrazione comunale di San Giorgio su Legnano boccia la proposta della minoranza per realizzare una Rsa, di cui il paese è sprovvisto, nell’area dell’ex cinema-teatro Sotera (nella foto sopra). Ma Uniti per San Giorgio non ci sta e accusa la maggioranza di «scaricabarile».

Giunta: «Manca ogni requisito»

«Leggo con attenzione le ipotesi avanzate in merito alla possibile realizzazione di una Rsa sull’area dell’ex cinema-teatro Sotera – commenta il vicesindaco e assessore a urbanistica e opere pubbliche Walter Cecchin – Ritengo doveroso, per serietà amministrativa e rispetto verso i cittadini, riportare il confronto su un piano oggettivo e concreto.

«La normativa regionale lombarda prevede criteri chiari e inderogabili per l’autorizzazione di una Residenza sanitaria assistenziale: disponibilità di ampie superfici fondiarie; un numero minimo di posti letto per garantirne la sostenibilità gestionale e assistenziale; spazi verdi adeguati e fruibili dagli ospiti; parcheggi sufficienti per personale, familiari e mezzi di servizio; piena accessibilità logistica per rifornimenti, mezzi di soccorso e servizi sanitari». Ebbene, per Cecchin l’area suggerita dal centrodestra risulta «ben lontana dagli standard minimi richiesti» a partire dalla superficie, pari ad appena 2.352 metri quadri. «È evidente, quindi, che la proposta risulti irrealizzabile sotto ogni profilo tecnico e normativo. È importante però non dimenticare la storia urbanistica di questo spazio – prosegue il vice del sindaco Claudio Ruggeri – Quell’area era originariamente destinata ad accogliere un cinema-teatro, pensato come luogo di aggregazione e cultura per il centro cittadino. Chi oggi propone nuove soluzioni — e ci critica per incapacità, ma che comunque ringrazio per il contributo al dibattito — è lo stesso che, anni fa, autorizzò la trasformazione dell’area in un insediamento di media distribuzione, senza valutare due aspetti fondamentali: l’accessibilità logistica per l’approvvigionamento; i vincoli imposti dalla Soprintendenza sulla tutela delle mura della chiesa e dell’oratorio. Il risultato, purtroppo, è una struttura mai completata, oggi abbandonata nel centro del paese».

Altra area individuata dal nuovo Pgt

Detto questo, «con il nuovo Piano di governo del territorio, già presentato e in corso di adozione, abbiamo previsto concrete possibilità di riconversione, affinché la proprietà possa avanzare proposte compatibili con il contesto urbano e realmente utili alla comunità». Cecchin indica infine l’area che nel Pgt è stata destinata a servizi e che ha le caratteristiche necessarie per ospitare anche una Rsa (qui sotto).

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Ma per Uniti per San Giorgio «le soluzioni ci sono»

La risposta del numero due della giunta Ruggeri non è però piaciuta al capogruppo di Uniti per San Giorgio Adriano Solbiati, per il quale alcuni punti della risposta di Cecchin «dietro un apparente tono tecnico, celano una narrazione parziale e autoassolutoria. Innanzitutto la nostra proposta considera non solo l’area dell’ex cinema ma anche l’area dell’ex asilo femminile, aree considerate già urbanizzate. In Lombardia esistono Rsa su aree simili, perché la normativa regionale non impone metrature rigide, ma richiede il rispetto di standard minimi per posti letto, spazi comuni e accessibilità; le deroghe e gli adattamenti progettuali sono prassi consolidata, specialmente in contesti urbani. Quindi la presunta “irrealizzabilità tecnica” non è altro che una scorciatoia politica per chiudere il dibattito prima ancora di aprirlo».

Solbiati sposta poi il discorso su parcheggi, accessibilità e spazi verdi. «Davvero questi elementi mancavano nella proposta? L’amministrazione sa bene che ogni proposta, prima di diventare progetto esecutivo, deve passare attraverso una fase di studio di fattibilità. Nessuno ha mai ipotizzato una Rsa senza parcheggi, spazi verdi o accessi per ambulanze. È pretestuoso bocciare un’idea adducendo come scusa problemi che possono essere risolti con soluzioni progettuali, esattamente come accade in qualsiasi intervento urbano: pensiamo per esempio ai posteggi sotterranei».

«No allo scaricabarile»

Per il capogruppo di opposizione «l’ex area Sotera è diventata un problema soprattutto per l’inerzia dell’attuale amministrazione, che per anni ha lasciato marcire un nodo urbanistico irrisolto. È intellettualmente disonesto scaricare ogni responsabilità su chi anni fa, in un contesto economico e normativo diverso, ha autorizzato una destinazione commerciale. La vera domanda è: che cosa avete fatto voi, in questi 13 anni, per rimediare? Ricordo che la Coop aveva iniziato i lavori di rigenerazione, per poi abbandonare il progetto proprio nel mandato dell’attuale vicesindaco».

Rivolgendosi direttamente a Cecchin, Solbiati rincara sul nuovo Pgt, che definisce «una promessa generica senza alcuna proposta concreta. Lei si appella al nuovo Piano, ma lo fa in modo vago, parlando di “concrete possibilità di riconversione” senza entrare nel merito. Quali destinazioni d’uso sono previste? Quali incentivi sono stati immaginati per attrarre investitori o per promuovere servizi pubblici o sociosanitari? Siamo di fronte a un piano senza una visione reale, che delega ogni soluzione alla proprietà, rinunciando a ogni iniziativa pubblica. La nostra proposta per una Rsa – conclude Adriano Solbiati – parte da una riflessione reale e concreta. Pensare oggi a una destinazione sociosanitaria per quell’area significa rispondere al presente, non inseguire nostalgie culturali o alibi amministrativi. Le scelte urbanistiche devono nascere da una visione strategica e democratica, non da uno scaricabarile di responsabilità».

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