MILANO – “Oltre il giardino, traiettorie armoniche tra arte, industria e paesaggio”, è questo il titolo del dossier, ora nelle mani del Ministero della Cultura, che dà sostanza alla candidatura di Varese e Gallarate come Capitale dell’Arte contemporanea 2027.
L’ufficialità della candidatura è stata presentata questa mattina, martedì 24 giugno, a Palazzo Lombardia alla presenza del governatore Attilio Fontana, dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso e dei sindaci di Varese, Davide Galimberti, e Gallarate, Andrea Cassani. Al tavolo dei relatori c’erano anche Marco Di Luccio, direttore dei Beni del Fai e Mario Lainati, presidente del Ma.Ga., due poli culturali d’eccellenza che hanno lavorato al progetto.
Concorrenza spietata
Esorcizzare Gibellina. Questo è chiaro. L’anno scorso la città siciliana ha soffiato il fregio di Capitale alla finalista Gallarate. Quest’anno la candidatura di Varese e Gallarate, unica della Lombardia, ha un serie di concorrenti di alto calibro. Ovvero: Alba (Cuneo), Chioggia (Venezia), Foligno e Spoleto (Perugia), Pietrasanta (Lucca), Termoli (Campobasso). E appunto Varese e Gallarate.
Le dichiarazioni
Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia: «Questa candidatura la vogliamo portare in porto. L’anno scorso con Gallarate ci siamo andati vicini, ora con Varese presentiamo un progetto ancora più forte. C’è la Regione, ci sono due amministrazioni con i loro patrimoni di riferimento e c’è anche la Provincia. Tutti gli enti stanno lavorando su questo obiettivo in un momento di riscoperta della bellezza e della capacità attrattiva di tutto il Varesotto».
Francesca Caruso, assessore alla Cultura: «Ho subito colto con favore l’idea di questa candidatura. Promuovere e far conoscere Varese e la nostra provincia è una delle mission del mio mandato di assessore. E posso aggiungere che la Cultura unisce. Ho apprezzato poi la visione strategica di fare rete tra pubblico privato e tra amministrazioni di colori politici differenti. Varese sa coniugare natura, ambiente e arte, ovvero c’è tutto per vedere arrivare in porto questa candidatura».
Davide Galimberti, sindaco di Varese: «Un momento significativo perché Varese e Gallarate rappresentano l’unica candidatura lombarda a questo appuntamento importante. E oltre alle amministrazioni sono coinvolti anche il Fai e il Ma.Ga. due realtà molto conosciute anche fuori i confini della nostra provincia. E uno degli obiettivi del bando era quello di valorizzare spazi che grazie anche alla collaborazione con Regione e gli altri Enti è un lavoro che portiamo avanti da anni. Mi riferisco ad esempio a ciò che ospiterà l’ultimo piano della Caserma Garibaldi a Varese, ovvero l’Archivio del Moderno, daranno ancor più forza a questo dossier di candidatura». Infine: «Il lavoro fatto in questi mesi credo che ha mostrato la possibilità di mettere in campo un metodo in grado di giocare, oltre a questa, anche altre sfide per il bene non solo di Varese, ma di tutta la provincia. Non solo sulla Cultura, ma anche su tematiche quali lo sport, l’ambiente».
Andrea Cassani, sindaco di Gallarate: «Abbiamo fatto un lavoro con Varese davvero importante. Noi è la seconda volta che partecipiamo, l’anno scorso l’abbiamo siamo stati vicini ad avere la capitale dell’Arte contemporanea, ottenerla nel 2027 sarebbe davvero un riconoscimento a tutto il nostro territorio».
Mario Lainati, presidente del Ma.Ga: «Il museo gallaratese è oggi una realtà di livello nazionale ed è il frutto di oltre 70 anni di storia e attività nell’ambito dell’arte contemporanea. Varese ha voluto il Ma.Ga. al loro fianco e noi abbiamo subito detto di sì. Abbiamo steso il dossier con grande sintonia. E oggi posso dire che far parte delle bouquet delle candidature è una grande vittoria».
Marco Di Luccio, direttore Beni del Fai: «IL Fai nacque 50 anni fa e la prima donazione fu il monastero di Torba, comprato dalla signora Crespi, tra i fondatori del Fondo, e poi donato. Tra i 72 bene, Varese è quella che ne ha di più, ben 6 e di questi 3 a Varese. Villa Panza non ha bisogno di presentazioni. Donata dal conte Panza e scrigno reale di arte contemporanea. Ora l’obiettivo è arrivare tra le candidature finaliste».
L’iter di assegnazione
I dossier presentati, che illustrano i diversi progetti culturali della durata di un anno comprensivi della descrizione delle attività previste e del relativo cronoprogramma, saranno ora valutati da una giuria composta da cinque esperti selezionati dal Ministero, che selezionerà i Comuni finalisti entro il 15 settembre 2025.
La proclamazione della Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027 è prevista entro il 30 ottobre 2025 e il progetto vincitore riceverà dal Ministero della Cultura un contributo di 1 milione di euro per la realizzazione degli interventi previsti dal progetto di candidatura.
Varese-Gallarate Capitale dell’Arte contemporanea: in campo la Provincia
