VARESE – In Lega, anche in questa Lega un po’ dimessa, un po’ stropicciata e in cerca di una nuova dimensione e di rilancio elettorale e politico, ci sono pilastri che sono eterni. O comunque più durevoli anche di idee fondanti come la giurassica secessione. E tra questi c’è la fedeltà a un partito che, piaccia o non piaccia, è ancora un partito. Anzi, è il partito con più anni di vita nell’intero arco costituzionale. E, in un’era dove tutto è liquido, persino la politica non è cosa da poco.
Era solo una “pazza” idea
Premessa quella fatta per spiegare contro cosa si è schiantata l’idea (era solo un’idea per ora) di candidare a sindaco Samuele Corsalini, baldo giovane di bell’aspetto e dalla parlantina fluente, appassionato della Varese di un tempo da raccontare con gli strumenti di oggi e con un bernoccolino (questo deve crescere) per la politica. Insomma un profilo interessante e con skill rare per un giovane che fa politica.
Infatti Corsalini frequenta il Garibaldino e anche le serate del Carroccio. Per lo meno tutte quelle in cui è segnalata la presenza di un big leghista. In quanto bravo nelle pubbliche relazioni, si fa notare. Da chi sta sopra, ma anche da chi sta sotto e si vede (apparentemente) superato in lucentezza della nouvelle vague. Insomma piace e al contempo indispettisce. Ma la possibilità che sotto la patina luccicante ci sia anche sostanza lo proteggono da sgambetti di gelosia.
Leghista ma anche no
Infatti, Samuele Corsalini inciampa da solo. E oltre al Garibaldino bazzica anche in ambienti di Fratelli d’Italia e con i civici di Concretamente, il movimento cultural politico che fa capo a Fabio Lunghi. Da bravo comunicatore posta le sue esperienze da divulgatore. Nel frattempo avanza la domanda di militanza. Una skill in più quando arriva la campagna elettorale. Domanda che arriva fino al provinciale dove ci sono leghisti che guardano i social, ma soprattutto osservano quanto sia radicata la cazzimma del leghista. E la richiesta non passa. Respinta dal direttivo. Con una motivazione che suona come quel “le faremo sapere” che tante volte si sente dire chi va a caccia di un ruolo nel mondo del lavoro. La politica a volte viene scambiata per un lavoro come gli altri, ma non è così.
P.S. Corsalini è un ragazzo sveglio e ha imparato subito le liturgie della politica. Primo: davanti all’ipotesi di candidatura uscita sulla stampa ha tentato di smentire a caldo dicendo che si è autoescluso. Secondo: anche lui non ha resistito nel mettere sul tavolo il suo candidato ideale per il centrodestra, ovvero Giossi Moltabetti. Che, in questo momento, starà facendo gli scongiuri.
