Cirio ridimensiona il ruolo della novarese Chiarelli nella giunta regionale

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Marina Chiarelli

di Ettore Colli Vignarelli

NOVARA – Tanto tuonò che piovve. Dopo diversi mesi di fibrillazioni e di chiacchiere, e dopo una decina di giorni di trattative febbrili sulla linea Novara-Torino-Roma, questa mattina, 25 giugno, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha firmato il decreto con il quale toglie all’assessore novarese Marina Chiarelli (FdI) due deleghe su tre.

Non un “rimpasto” qualunque, quindi. Anzitutto nelle dimensioni: all’ex vicesindaca di Novara vengono tolti due settori pesanti come sport e turismo, che finiscono nel carniere di quello che ormai può essere definito il “superman” del governo piemontese, il cuneese Paolo Bongioanni che detiene già le deleghe a Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, caccia e pesca e peste suina. A Chiarelli rimangono la Cultura, le Pari opportunità e le Politiche giovanili.

Ma è soprattutto dal punto di vista politico che questo passaggio è rilevantissimo. Chiarelli, classe 1975, avvocato, dopo una irresistibile ascesa in terra novarese – da oscura presidente del consorzio rifiuti del Basso Novarese in pochi anni a numero due della giunta comunale di Alessandro Canelli – è stata scelta da Gaetano Nastri, leader incontrastato dei meloniani novaresi, come “cavallo da corsa” per le ultime elezioni regionali. Per lei si è spesa in campagna elettorale una fetta ragguardevole del partito, consentendole di portare a casa la non irrilevante cifra di 6850 preferenze, grazie alle quali è stata la donna più votata nel centrodestra in Piemonte. Da lì al posto blindato nella giunta di Alberto Cirio il passo è stato brevissimo.

Ma dopo poco più di un anno i risultati considerati modesti da molti, e la sua attitudine litigiosa, l’hanno messa in difficoltà. In poco tempo così Chiarelli è finita nel mirino dei suoi stessi compagni di partito e si è trovata totalmente isolata, scaricata anche dal suo mentore Nastri.

A metterla spalle al muro definitivamente, anche una vicenda decisamente “urticante”: la bocciatura da parte della Corte d’appello di Torino del suo rendiconto delle spese elettorali sulla base di un esposto del Partito Democratico novarese che ha fatto emergere un finanziamento da parte di una cooperativa sociale, espressamente vietato dalla legge. Sulla vicenda pende un ricorso al Tar della stessa Chiarelli, ma al di là degli esiti giudiziari, dal punto di vista politico si è trattato di un vero e proprio colpo di grazia.

Così sono stati gli stessi esponenti di Fratelli d’Italia a chiedere la sua testa al presidente Cirio. In uno stillicidio di rumors – che fino a ieri a tarda sera restituivano una situazione di estrema confusione – si è arrivati quindi alla conclusione che era attesa.

Nelle dichiarazioni ufficiali ovviamente, non c’è traccia di tutti questi retroscena. “La ridistribuzione di alcune deleghe, dopo un anno di amministrazione, è una scelta di buon governo che ha l’obiettivo di rendere più efficace la macchina amministrativa – è la posizione ufficiale di Cirio – E’ stata condivisa con le forze della coalizione e con i colleghi di giunta che ringrazio per la collaborazione e il grande impegno di questi mesi che consente alla nostra squadra di proseguire insieme il lavoro per il bene del nostro Piemonte. Ringrazio l’assessore Chiarelli per il lavoro che ha fatto in questi settori: ora potrà concentrarsi sulla cultura, materia su cui abbiamo raggiunto risultati importanti, a partire dalla tanto attesa e apprezzata misura Anticipo cultura, e che ha ora di fronte altri obiettivi importanti e strategici per il Piemonte. Per quanto riguarda la scelta dell’assessore Bongioanni, è indubbio che, per formazione personale e professionale, oggi lui rappresenta una delle figure di amministratore pubblico più esperte di turismo in Piemonte. Questa qualità, associata all’indubbia competenza in ambito sportivo, consentirà di incrementare ancora i successi di un settore già in crescita”.

Anche Chiarelli fa buon viso a cattiva sorte: “Ringrazio – è la sua dichiarazione ufficiale – il Presidente Cirio per la fiducia e per aver voluto rafforzare l’impegno della Giunta con una distribuzione delle deleghe che guarda alla concretezza e all’efficienza. Lavorare in questi mesi su più fronti è stato stimolante e proficuo, ma oggi poter concentrare tutte le energie sulla cultura rappresenta una sfida che accolgo con grande entusiasmo. Il comparto culturale è strategico per il Piemonte, sia dal punto di vista identitario che economico, e intendo lavorare per rafforzarlo ulteriormente, valorizzando tutte le sue espressioni, dal patrimonio storico-artistico alla creatività contemporanea”. E conclude provando a guardare al futuro e annunciando di voler “incrementare progettualità e risorse nei prossimi anni, in particolare con riferimento ai bandi triennali 2025-2027 che interesseranno spettacoli dal vivo e cinema, attività espositive, divulgazione culturale, musica popolare, rievocazioni storiche, residenze artistiche e formazione nel settore culturale”.

Ma c’è già qualcuno, anche dentro FdI, che è pronto a giurare che non sia finita qui. In più d’uno vorrebbero vedere la bionda Marina definitivamente fuori dalla giunta. Si vedrà.

Intanto il primo commento dall’opposizione arriva da un altro novarese, il segretario regionale del Pd (e consigliere regionale) Domenico Rossi. “Il ritiro di alcune deleghe all’assessora Chiarelli – dice Rossi – è l’epilogo annunciato di una crisi interna a Fratelli di Italia che nulla ha anche vedere con il bene del Piemonte. Il presidente Cirio prova a nascondere le reali motivazioni parlando di un’operazione di efficientamento amministrativo, ma allora perché sottoporre a verifica un solo assessorato? È evidente che, ancora una volta, la destra usa le istituzioni per risolvere i problemi interni ai partiti. In quest’occasione è FDI a regolare i conti interni e il Presidente accetta la richiesta svelando di nuovo che non ha piena autonomia nella guida della Regione”.

novara chiarelli cirio – MALPENSA24

 

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