Non di solo Summer Festival vive la cultura a Varese. «Città ricca di eventi»

VARESE – Dal Festival che non c’è più, quello estivo ai Giardini Estensi, al riconoscimento di Capitale dell’arte contemporanea che potrebbe arrivare a fine ottobre. Nel mezzo una proposta culturale che, può piacere o meno, è comunque cresciuta nella Città Giardino. E nonostante le due amministrazioni Galimberti (prima con Cecchi e ora con Laforgia) abbiano mostrato qualche frizione con i titolari dell’assessorato.

Accadde nel primo mandato, quando il noto architetto fiorentino salutò la compagnia quasi senza dare spiegazioni. E qualche mese fa quando, davanti alla notizia che il Varese Summer Festival non si sarebbe tenuto nell’anno scorso, Enzo Laforgia manifestò la sua amarezza e la possibilità di lasciare. Acqua passata. «Ma il dispiacere resta per non aver organizzato il Festival», confida l’assessore durante l’intervista a Malpensa24. Smentisce però le recenti «e infondate voci» di una possibile interruzione del suo mandato: «Tutti siamo di passaggio – dice con filosofia – ma posso dire di essere tranquillo».

Uomo di cultura

Enzo Laforgia è uomo di cultura. Cultura alla quale attinge per dire sempre ciò che pensa. Anche se in direzione contraria. Con pacatezza, fermezza e mai con toni polemici fini a se stessi. Sarà per questo motivo che la stima nei suoi confronti è trasversale. Ad ogni modo il problema, semmai esiste un problema, non verrà posto nel breve termine.

Ha in testa altro l’assessore: «Non è vero che il programma di Varese è povero di proposte. Semmai è il contrario: ci sono tante cose e di livello, aggiungo. Forse il limite è quello di cucirle insieme alla visione che abbiamo della città così da far percepire che Varese è cambiata anche sotto quest’aspetto». Laforgia rimette sul tavolo anche l’Accademia Gualtiero Marchesi che di tanto in tanto si inabissa e poi parla di Nord in Giallo, ma anche della Notte Bianca delle biblioteca.

Il professore e assessore poi parla di quello che vorrebbe e della grande sfida della Capitale dell’arte contemporanea che «potrebbe finalmente fa comprendere come anche la Cultura può generare ricchezza», oltre che bellezza, in una città in cui spesso è stata sacrifica o ritenuta di secondaria importanza. Ma The times they are a-changin’, cantava Bob Dylan.

L’intervista integrale

varese cultura festival – MALPENSA24
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