GORLA MINORE – «Se vuol sapere i motivi delle mie dimissioni fa prima a non chiamarmi». Risponde così l’ex assessore al Bilancio di Gorla Minore Stefania Rossetti, che ha salutato la maggioranza senza uno straccio di spiegazione. Dovuta. Non tanto alla stampa, quanto meno ai cittadini. Tanto più che si tratta, oltre che di un assessore, anche di un consigliere eletto.
Chiediamo scusa all’ex assessore
Per prima cosa porgiamo le dovute scuse all’assessore che, con una telefonata, abbiamo disturbato in orario di lavoro. Stefania Rossetti con educazione ci ha subito detto di non poter stare al telefono in quel momento e di «richiamare in serata o la mattina successiva». Non abbiamo eccepito, ma solo chiesto se, una volta richiamata in serata, avrebbe risposto e spiegato le ragioni della sue dimissioni, confermando o meno la voce che gira, ovvero che ha lasciato le deleghe per pure questioni di lavoro. Ed è stato a quel punto che l’assessore ci ha invitato a “girare alla larga”.
Chi più copre più scopre
Le cronache politiche sono piene di assessori che mollano il colpo. Ma anche di mancate spiegazioni dietro ai “no comment” e “motivazioni personali”. Parole che in politica lasciano il tempo che trovano e in genere (in genere, quindi quello di Rossetti potrebbe non essere il caso) celano disaccordi, malumori, vedute differenti. Insomma, situazioni normali quando di mezzo ci sono idee da mettere a terra. La politica è dialettica, scontro, ma anche sintesi. E se questa non si trova ognuno per la sua strada. Accade.
Ma accade anche il contrario. Ovvero che dopo pochi minuti dalla fine della chiamata Stefania Rossetti recapita un sms in cui si legge: «Non l’autorizzo a scrivere nulla senza la mia autorizzazione». E allora scriviamo su quanto si dice sulla maggioranza in generale.
Vox populi vox dei
Le voci raccolte dicono che in maggioranza ci siano frizioni. Ora non sappiamo se la decisione di Rossetti rientri nel computo dei malumori (su questo non scriviamo nulla. Non per il divieto imposto dall’ex assessore, ma perché non abbiamo elementi, sia chiaro). Possiamo però riportare quel che dicono negli ambienti politici gorlesi, ovvero che le dimissioni siano per “motivi di lavoro”. Prendiamo atto.
Non ci resta che attendere il prossimo consiglio comunale (dovrebbe essere convocato il 15 luglio prossimo) con l’auspicio che venga spiegato cosa sta accadendo. Non per la stampa, ripetiamo, ma per rispetto nei confronti dei cittadini di Gorla Minore.
