BUSTO ARSIZIO – Ci sono anche alcune chicche “vintage”, come il passaggio del Giro d’Italia in piazza San Giovanni o la stessa piazza con le auto parcheggiate, tra le opere di diversi linguaggio artistici esposte a palazzo Marliani Cicogna per la mostra “Nel segno del Battista – Fede, arte e identità a Busto Arsizio“. È l’ideale prosecuzione delle iniziative per la festa Patronale: inaugurata ieri, 2 luglio, con le visite guidate in occasione della cena di San Giovanni, rimarrà aperta fino al 31 luglio negli spazi delle Civiche Raccolte d’Arte di piazza Vittorio Emanuele II.
La mostra
Coordinata dalla conservatrice del museo di palazzo Cicogna, Angela Cerutti, la mostra è il frutto di un «lavoro di ricerca attorno a San Giovanni Battista – spiega l’assessore alla cultura Manuela Maffioli – inteso come santo, ma anche come Basilica, festa patronale e quartiere della città». Del resto la Patronale «è l’occasione in cui la comunità si ritrova per celebrare le proprie radici identitarie, che sono fatte di legami, di storia condivisa, di credenze religiose, di tradizioni, di valori, di folklore e di simboli, di elementi in cui sacro e profano sì fondono e sì completano – aggiunge l’assessore – un momento, dunque, di festa, ma anche di riflessione e partecipazione, durante il quale tramandare di generazione in generazione questi elementi peculiari, che rendono unica la collettività cittadina, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza e di identità bustocca».
Il percorso
In tale circostanza, le Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna, il cui compito è raccogliere, conservare e promuovere il ricco patrimonio storico-artistico della città, propongono un percorso tematico, allestito in parte nella collezione permanente e in parte nelle sale delle esposizioni temporanee e costituito in larga misura da opere solitamente non visibili al pubblico, perché conservate nei depositi o presso gli uffici comunali. La mostra è articolata in cinque sezioni che, prendendo le mosse dalla figura di San Giovanni Battista, di cui si ricostruiscono le vicende attraverso gli episodi salienti della sua biografia, raccontano la storia della chiesa patronale a lui dedicata e del quartiere ad essa connesso, per poi ripercorrere attraverso fotografie storiche d’archivio alcuni eventi che hanno per protagonista la basilica ed, infine, approfondire una delle tradizioni più evocative legate alla notte del 24 giugno, la preparazione della cosiddetta “acqua di San Giovanni”.
Busto, in 140 alla cena di San Giovanni. Per ravvivare piazza Vittorio Emanuele


