BUSTO ARSIZIO – Fra un addio e l’altro (da Mallamo ai prodotti del vivaio Piran e Bashi), in casa Pro Patria, dove Leandro Greco ha vinto il barrage per la panchina tigrotta 2025/2026, si guarda comunque con fiducia al futuro.
In attesa dell’ufficializzazione della riammissione in serie C, che potrebbe slittare anche nella terza settimana di luglio, il club biancoblù sta lavorando a 360° gradi. Dopo aver chiuso il casting sull’allenatore, il diesse Sandro Turotti – seppur consapevole di dover ingaggiare una corsa contro il tempo – ha già messo le basi per l’allestimento della rosa della prossima stagione che ripartirà da Davide Ferri, per cui la proprietà ha messo sul tavolo un biennale.
Una rosa che, gioco-forza, si radunerà allo “Speroni” con tanti giovani aggregati, per poi mettersi in marcia alla volta del ritiro di Sondalo (verosimilmente dal 22), dove la truppa biancoblù verrà via via rinforzata. Una Pro Patria insomma in versione cantiere aperto, con tanti step ancora da compiere, anche fuori dal campo, dove la curiosità – è inutile negarlo – riguarderà anche la nuova maglia biancoblù, apprezzata anche dal compianto Papa Francesco.
Una maglia… unica
La Pro Patria è l’unica squadra professionistica italiana a sfoggiare stabilmente una maglia (e che maglia…) a strisce orizzontali: un unicum condiviso a livello europeo da altre grandi, come il Celtic, Sporting Lisbona e il Queen Park Ranger (oltre al Reading e ad De Graafschap in Olanda). Il leggendario radiocronista Nicolò Carosio, in un Celtic Glasgow-Inter dei primi anni Sessanta, disse così: “Il Celtic scende in campo con la tradizionale maglia a strisce orizzontali, tipo Pro Patria”. In un concorso del “Guerin Sportivo” fra le divise da calcio più belle d’Europa, la casacca biancoblù si classificò al secondo posto, dietro al Grifone. Insomma una maglia da patrimonio del calcio, da patrimonio Unesco.
Pro e Uyba: Busto parla Macron
Concluso il contratto con la Mizuno, iniziato con la topica dello stemma di Busto Garolfo e concluso in sordina con un’amara retrocessione, la Pro Patria – nella prossima stagione – si affiderà ad un nuovo sponsor tecnico.
Manca ancora l’ufficialità, ma la società di via Ca’ Bianca dovrebbe aver seguito – il condizionale è sempre d’obbligo – l’esempio della Uyba, accordandosi con la Macron, azienda italiana produttrice di abbigliamento sportivo (con sede a Valsamoggia, a Bologna) che già in passato aveva peraltro legato il suo nome alla Pro (dal 2015 al 2018 in serie D con lo sponsor Unet e ancor prima dal 2009 al 2102 in C con lo sponsor Scrovegni).
Macron che nel Vecchio Continente “veste” diversi club calcistici del campionato italiano (dal Bologna alla Sampdoria, passando per Udinese, Padova, Spal e Ternana), di quello spagnolo (Osasuna, Real Sociedad, Levante) e di quello inglese (Crystal Palace, Blackburn Rovers, Stoke City, West Bronwich, Bolton, Bristol Rovers).
Il Reading si ispira alla Pro
E fra le maglie del Regno Unito, Macron è sponsor tecnico anche del Reading Football Club 1871, squadra che nelle ultime stagioni si è “ispirata” – così ci piace pensare – proprio alla Pro Patria.
In attesa di scoprire come sarà ufficialmente la nuova maglia biancoblù, ammirata anche nel corso del Premio Gentleman Fair Play grazie alla tigrottina Asia, stuzzichiamo la fantasia dei tifosi bustocchi riportando, di seguito, i due modelli del club londinese


