«Se ho colmato il distacco da Pogacar e Vingegaard? È difficile dirlo e non voglio ripetermi ogni settimana. Ho avuto un brutto inverno e questo è stato davvero un problema per me. Dobbiamo affrontare le cose giorno per giorno».
Il quinto e il tredicesimo giorno i corridori affronteranno una prova a cronometro: la prima sarà molto tecnica e adatta a specialisti come Evenepoel, mentre la seconda sarà una cronoscalata. «La seconda crono non è una vera e proprio cronometro, ma solo un arrivo in salita. Ognuno la farà da solo con il proprio passo. Mentre quella del quinto giorno è una vera cronometro, ma non così tecnica. Questo è il motivo per cui abbiamo partecipato al campionato belga a cronometro. Sarà una grande opportunità per vincere una tappa e, chissà, per conquistare la maglia gialla».
Evenepoel è chiaro sulla partenza del Tour e sulle sue ambizioni e spera di poter stare bene per i 21 giorni di corsa e risparmiare energie nella prima parte della corsa.«Dobbiamo cercare di superare i primi dieci giorni senza problemi, sotto tutti gli aspetti. Il vero Tour inizia nella seconda settimana. Dobbiamo essere pazienti e rimanere uniti nei primi dieci giorni per evitare problemi e poi vedremo come andranno le cose».
Alla domanda sul suo ruolo, Primoz Roglic ha dato una risposta serena, sottolineando che questo Tour de France per lui sarà senza pressioni. «Non ho bisogno di nominare i miei rivali. Ovviamente, visto come stanno correndo dovrei dire che sono Tadej Pogacar, Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel. Ma noi abbiamo ragazzi forti come Florian Lipowitz, che è arrivato terzo al Delfinato, quindi puntiamo anche al podio del Tour de France. Da parte mia, non mi interessa molto il risultato. A 36 anni, che vinca o perda, non ho più intenzione di rischiare la vita. Perché sono qui? Sono sempre felice di poter essere al via del Tour de France, di partecipare al più grande evento ciclistico dell’anno».
Durante la conferenza sono state fatte domande anche sul percorso e in particolare su cosa dovremo aspettarci durante la prima settimana. Roglic con la sue serenità, ha detto che il suo obiettivo sarà quello di sopravvivere e di arrivare nel migliore dei modi alla terza settimana. «Durante la prima settimana la cosa migliore da fare è sopravvivere. Probabilmente cercherò di ripetere quanto fatto lo scorso anno. La cosa migliore è di arrivare bene fino in fondo. Con l’età, impari certe cose e le guardi in un modo che ti aiuta, quindi in questo senso, la mia esperienza mi aiuterà ad affrontare nel migliore dei modi la corsa».
Van der Poel lo abbiamo visto correre al fianco di Philipsen e non avrà problemi ad aiutare il compagno a prendere la giusta posizione per la volata.
«Ci saranno tappe in cui potrò pescare sia la mia carta, ma ci saranno opportunità anche con Jasper. La prima tappa sarà sicuramente una volata di gruppo e toccherà a Jasper fare il suo. Anche con Kaden Groves avremo un corridore utile per le volate, ma questo non cambia nulla per me, perché al Tour servono tutti».
Philipsen ha detto che punterà alla maglia gialla nell prima tappa e a quella verde, mentre per Van der Poel gli obiettivi saranno diversi. «La maglia verde non è il mio obiettivo al momento. Poi dovrei anche fare le volate di gruppo, e abbiamo Jasper per quel ruolo. Ma non si sa mai come andranno le cose al Tour. È bello partire non lontano da casa. E non è lontano nemmeno da Roubaix, di cui ho ricordi bellissimi».
Per l’olandese le prime tappe non saranno complicate, ma il Tour dura 21 giorni e le sorprese non mancheranno: «Sarà snervante più avanti, ma è sempre così al Tour. Per il momento non sono preoccupato».
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
