LEGNANO – Il Movimento dei Cittadini torna a puntare il dito contro il nuovo regolamento edilizio approvato dal Comune di Legnano, che a suo dire «contiene imposizioni particolarmente insensate e pregiudizievoli nei confronti dei cittadini». Al punto da parlare di «accanimento burocratico».
«Montagna di adempimenti anche per interventi minimi»
Dopo la polemica sollevata sull’obbligo di chiudere ogni varco degli edifici utile per la nidificazione degli uccelli, il gruppo consiliare presieduto da Franco Brumana porta un altro esempio negativo del regolamento, l’articolo 7, che estende la disciplina per i mutamenti di destinazione d’uso di grandi dimensioni anche alle porzioni di stabili molto ridotte e agli interventi che non comportano opere edilizie. «Ne consegue che se un cittadino intende cambiare l’uso di un solo locale della sua casa senza eseguire neanche una minima opera edilizia, dovrà sostenere oneri e costi professionali esagerati perché dovrà allegare alla comunicazione da depositare in Comune: l’autocertificazione di un professionista abilitato che attesti la compatibilità con la normativa antisismica; le sezioni dell’edificio con l’indicazione dell’altezza dei singoli piani, delle loro quote rispetto al marciapiede, del fronte dell’edificio oltre alle misure degli aggetti, dei balconi e della distanza dal ciglio stradale; gli elaborati grafici dei fronti interni ed esterni del fabbricato; i particolari architettonici della facciata; la documentazione fotografica dello stato dei luoghi circostanti nonché dell’esterno e dell’interno del fabbricato. Se mancasse anche solo uno di questi documenti, la pratica edilizia sarebbe ritenuta irricevibile».
Brumana: «Disposizioni illegittime»
Brumana “cassa” queste disposizioni definendole «illegittime, perché colpiscono i cittadini in modo indiscriminato e non considerano la differenza tra la costruzione di grandi complessi edilizi e il mutamento di destinazione d’uso di piccole porzioni magari anche senza opere. Inoltre sono contrarie ai fondamentali princìpi di ragionevolezza, di proporzionalità, di efficienza e di buon andamento della pubblica amministrazione. Sembra incredibile – conclude il consigliere di minoranza – che qualcuno abbia potuto scrivere questo articolo 7 e che i consiglieri di maggioranza l’abbiano votato senza porsi alcun dubbio».
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