di Massimo Lodi
La classifica del Sole 24 Ore segnala il sindaco di Varese in progress. Naviga a metà graduatoria, però migliorando rispetto a quando fu rieletto (autunno 2021), e nel confronto con l’anno scorso. Totale: 55% di consenso. Non è tanto, non è poco. È comunque il riconoscimento che pur tra mille difficoltà la sua governance vien giudicata oltre il sufficiente. Se pensiamo che al primo mandato (2016) Galimberti ereditò un città in surplace, non rinnovata nei decenni precedenti, col bilancio da risanare, a corto di progetti, incapace di sfruttare la rendita leghista garantita dai governi regionale e nazionale di centrodestra; se vi aggiungiamo lo scetticismo dei varesini, a larga maggioranza moderati e diffidenti verso la sinistra, e il venir meno di finanziamenti statali da una stagione politica all’altra, causa obiettiva impasse economica di natura sovranazionale e scelte penalizzanti di Roma; se infine ricordiamo la difficoltà a trovare soldi da investire in opere pubbliche e soprattutto da mettere a disposizione dei servizi sociali essenziali; tenuto presente un tale quadro, si conclude -si deve concludere: o no?- che Palazzo Estense ha fatto il possibile, forse l’impossibile, per tener testa alle difficoltà del presente e investire nel futuro.
Da lungo tempo Varese non aveva visto impiantare così tanti cantieri: dalle stazioni a piazza Repubblica a largo Flaiano. E rinnovare infrastrutture cruciali, iniziando dall’illuminazione pubblica. E privilegiare la manutenzione di luoghi altrimenti destinati alla scomparsa. E avviare l’iter per ben due teatri, l’ex Politeama e il nuovo manufatto che sorgerà al posto del “Tenda”. E completare il restauro d’un Palaghiaccio divenuto gioiello. Eccetera. Inoltre, ecco un rilancio culturale di qualitativo profilo -basti pensare agli spettacoli estivi ai Giardini estensi e alle rappresentazioni al Sacro Monte- e un’offerta sportivo/turistica di livello europeo. Dunque non bruscolini, ma tanta roba. Con difetti a latere, certo: decoro, ordine, pulizia, cura dei minimalia non ancora del livello che vorremmo. Sicurezza, specialmente notturna, da migliorare. Vocazione commerciale che necessita d’un orientamento sistemico, in sinergia col resto degli enti locali, così da integrarla all’offerta ricettiva rivolta ai visitatori.
Però la strada è giusta. Il problema sta in chi dovrà proseguirla. Tra meno di due anni, primavera ‘27, si vota. Il no al terzo mandato impedisce la ricandidatura di Galimberti, nomi alternativi davvero spendibili al momento non emergono nel centrosinistra. E tantomeno nel centrodestra, nel caso d’un ribaltone che venisse dalle urne. Varese faticherà a iscrivere nelle future classifiche del Sole 24 Ore un sindaco bravo a scalarle, i partiti farebbero bene a coinvolgere la società civile, che a sua volta farebbe bene a non ritrarsi. Criticare è un virtuoso civismo, partecipare un doveroso senso della polis.
