LONATE POZZOLO – I numeri parlano chiaro: 42 mila nuovi casi all’anno e 8 diagnosi su 10 quando ormai la malattia è in stato avanzato. E la fascia di età più a rischio è quella compresa tra i 55 e i 75 anni. Il tumore al polmone in Italia conta numeri davvero impressionanti, si potrebbe parlare di nuova emergenza sanitaria.
Prevenzione e diagnosi precoce
Come contrarre questi numeri è stato il quesito a cui ha dato risposta il professore Massimo Venturini, direttore della Radiologia di Varese e Professore ordinario Università dell’Insubria nella puntata di approfondimento che Malpensa24 Tv ha dedicato al tema della Salute.
«I dati sono preoccupanti – ha spiegato il professore – la medicina però si sta muovendo in tal senso e anche la sensibilità nei confronti di questa patologia, per fortuna, sta aumentando. Le vie da percorrere sono essenzialmente due. La prima, vale per le malattie oncologiche, ma non solo, è la prevenzione che si applica quotidianamente e seguendo i corretti stili di vita e alimentari».
La seconda risposta da mettere in campo è la diagnosi precoce, che si può attuare con screening puntuali. «Sono troppi i casi in cui si arriva troppo tardi alla diagnosi – ha spiegato il professore – quindi bisogna abbassare il dato. Oggi ci sono programmi di screening preventivi. Una Tac di ultima generazione, ad alta risoluzione e a bassa emissione di radiazioni può consentire di intercettare un tumore quando è di ancora di pochi millimetri e quindi di andare a ridurre quella forbice relativi alle diagnosi tardive».
