Nuovi medici e servizi riattivati. La dg Bianchi: «Gallarate ospedale vivo e in crescita»

Gallarate ospedale nuovi medici

GALLARATE – Più medici, servizi riattivati e un cambio di strategia radicale rispetto al passato, ovvero il mantenimento di tutti i reparti attivi fino al trasferimento delle attività nel nuovo ospedale unico con Busto Arsizio, «confermato per il 2031». Daniela Bianchi, direttore generale di Asst Valle Olona ha presentato oggi 10 luglio in ospedale a Gallarate le attività di endoscopia, urologia e otorinolaringoiatria e la novità della elettrofisiologia. «Un ulteriore segnale concreto di rilancio per il presidio e per il territorio», spiegano dall’ufficio stampa, provando a ribaltare la prospettiva di un continuo arretramento dell’offerta sanitaria sul Sant’Antonio Abate.

I nuovi servizi 

Bianchi, accompagnata dai direttori di struttura complessa Fabio Barlocco (Cardiologia), Giovanni Saredi (Urologia), Antonio Scotti (Otorinolaringoiatria) e Massimo Devani (Gastroenterologia), ha spiegato i passi in avanti compiuti, resi possibili dal reclutamento di nuovo personale che ha permesso di riattivare servizi che erano stati sospesi e di lanciare nuovi progetti. «Questo è un ospedale vivo e in crescita», ha detto Bianchi. Con sette nuovi medici è ripartita la Gastroenterologia, che era un fiore all’occhiello di Gallarate prima di essere completamente svuotata. Passi in avanti anche per la Cardiologia con l’offerta di elettrofisiologia di tutta l’Asst concentrata al Sant’Antonio Abate. E poi due attività chirurgiche nuove: la andrologica, con uno sguardo in particolare verso i pazienti giovani, e quella dell’otorino in aggiunta a Busto a Saronno. Guarda il video: 

Verso l’ospedale unico 

Se con la passata dirigenza la strategia era evitare doppioni di reparti tra Busto e Gallarate in attesa del nuovo ospedale, con chiusure radicali maldigerite dall’utenza, ora invece si punta a mantenere i reparti attivi in entrambi i presidi evitando però doppioni di servizi. Così Bianchi punta ad arrivare al 2031, anno in cui è previsto il trasferimento nella nuova struttura che verrà realizzata al confine tra le due città. «Il cronoprogramma non è cambiato», ha ribadito la dg.
La prima fase del concorso di progettazione si è conclusa, individuando i 5 finalisti che «sono studi di livello internazionale, anche al di fuori dell’Italia». Di questi ne rimarrà uno, che verrà deciso dalla commissione entro il 20 ottobre. «Subito dopo parte la progettazione esecutiva e i tre anni di lavori, che inizieranno se non ci saranno intoppi burocratici o di ricorsi entro la fine del 2027». 

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