MAGENTA – È partito in forma sperimentale il nuovo progetto di presa in carico delle persone con particolari fragilità e criticità, dimesse dal Pronto soccorso dell’ospedale di Magenta (nella foto). Prevede interventi tempestivi e personalizzati a domicilio con l’obiettivo di ridurre i nuovi accessi nelle strutture di emergenza-urgenza.
«Alla dimissione del paziente con fragilità – spiega Massimo Dello Russo, direttore del Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di Magenta – il Pronto soccorso invia una segnalazione alla centrale operativa territoriale del distretto di residenza, la quale attiva l’Unità di continuità assistenziale. L’équipe dell’Uca prende in carico la persona entro 72 ore dalla dimissione dal Ps e contatta il medico di medicina generale di riferimento per informarlo e condividere il progetto. Durante questa fase, l’équipe Uc mantiene il raccordo con il medico del pronto soccorso che rimane il referente clinico e con il medico di base».
Chi può rientrare nel progetto di assistenza
Come sottolinea il direttore socio sanitario dell’Asst Ovest Milanese Giovanni Guizzetti, «si tratta di persone con età superiore ai 65 anni e con particolari fragilità, affette da multi-morbilità o che necessitano la somministrazione di farmaci, gestione di presìdi, interventi educativi e addestramento rivolti anche ai caregiver. Possono rientrare nel programma i pazienti affetti dalla riacutizzazione di una patologia già nota oppure che abbiano necessità di monitoraggio o trattamento individuale predisposto dal Pronto soccorso e di sorveglianza sanitaria, in assenza di instabilità clinica». Il percorso non si applica per i pazienti affetti da patologie acute o che abbiano già attiva l’assistenza domiciliare integrata. La valutazione per la presa in carico è comunque affidata all’équipe del Pronto soccorso.
Finora solo 2 rientri su 65
«Il progetto avviato – riprende Guizzetti – rafforza la continuità ospedale/territorio, è finanziato con risorse Pnrr e sta già restituendo risultati importanti: dei 65 pazienti presi in carico finora post dimissioni dal Pronto soccorso di Magenta, si sono registrati solo 2 rientri per accertamenti o per il ricovero, peraltro concordati con le Uca e con i Mmg. Il progetto sarà presto esteso territorialmente e rafforzato attraverso dotazioni strumentali specifiche a disposizione delle stesse Unità di continuità assistenziale e degli infermieri di famiglia e comunità».
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