Tour, tappa al norvegese Abrahamsen, brivido per la caduta di Pogacar

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Jonas Abrahamsen batte in volata Mauro Schmid.

TOLOSA – Giornate noiose al Tour? Mai. E anche la tappa numero 11 – la Toulouse-Toulouse di 156,8 km – non ha tradito le attese. Si diceva potesse essere una frazione da fughe e così effettivamente è stata con la vittoria del norvegese Jonas Abrahamsen della Uno-X Mobility che ha battuto in uno sprint a due il campione svizzero della Jayco AlUla Mauro Schmid. Terzo posto per Mathieu Van der Poel (Alpecin-Deceuninck) che si è lanciato troppo tardi all’inseguimento dei due di testa sull’ultima cote di giornata arrivando a intravederli solamente sul rettilineo d’arrivo.

Brivido a 5 km dalla conclusione per una caduta di Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) che si è prontamente rialzato e, atteso dal gruppo della maglia gialla, ha terminato la sua fatica al fianco degli altri big di classifica.

LA CRONACA

L’avvio di tappa, a dir poco infuocato, vede subito Davide Ballerini (XDS-Astana), Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) e Mauro Schmid (Jayco-AlUla) prendere il largo. Mentre i tre si avvantaggiano, alle loro spalle l’anarchia la fa da padrone con una serie infinita di scatti e contoscatti per inserirsi nella fuga di giornata. A un certo punto, dietro al terzetto in testa, si muovono in due momenti diversi un gruppo con Clement Bertet, Bastien Tronchon (Decathlon-AGR2 La Mondiale), Marco Haller (Tudor Pro Cycling Team), Matteo Vercher e Alexandre Delettre (TotalEenergies) e un altro con Connor Swift (INEOS Grenadiers), Xandro Meurisse (Alpecin – Deceuninck), Gregor Mühlberger (Movistar Team) e Benjamin Thomas (Cofidis) ma Groupama-FDJ e Intermarchè-Wanty rimettono tutti al loro posto disinnescando l’azione di entrambi i drappelli. Con una media ben superiore ai 50 km/h, proseguono le accelerazioni alle spalle dei tre battistrada ma gli unici ad avere successo sono Fred Wright (Bahrain – Victorious) e Mathieu Burgaudeau (Team TotalEnergies) che, azzeccando il momento giusto, trovano la libertà necessaria per riportarsi sui tre al comando.

A questo punto, quando la situazione sembra stabilizzarsi, sono ancora gli uomini di Groupama-FDJ e Intermarchè-Wanty a riaccendere la miccia innescando una nuova serie di attacchi che sgranano il gruppo e chiamano allo scoperto anche gli uomini di classifica. A veder premiati i loro sforzi dopo questo folle susseguirsi di progressioni sono Quinn Simmon (Lidl-trek), Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck), Wout van Aert (Visma Lease a Bike), Axel Laurance (Ineos-Grenadiers) e Arnaud De Lie (Lotto) i quali, dopo il traguardo volante di Labastide-Saint-Sermin (vinto da Abrahamsen su Ballerini), si lanciano all’inseguimento del drappello di testa. Con il gruppo maglia gialla che lascia fare e procede regolare a oltre due minuti, inizia quindi un lungo braccio di ferro fra i due gruppi in lizza per la vittoria di tappa che viaggiano con un gap compreso tra i 18 e i 30 secondi fino alla Côte de Vieille-Toulouse. Qui, mentre Simmons rompe gli indugi cercando di ricucire in solitaria sugli uomini al comando, in testa Abrahamsen e Schmid allungano insieme in vista del GPM. I due, dandosi cambi regolari, mantengono un margine attorno ai 30 secondi anche nei chilometri successivi dove a salire in cattedra è Mathieu van der Poel: l’olandese dell’Alpecin-Deceunick, infatti, accelera con violenza sulla ripida Côte de Pech David e, lasciando sul posto tutti gli inseguitori, si mette da solo in caccia del norvegese e dello svizzero. Dimostrando di essere in possesso di un grande condizione, i due però respingono in pianura il ritorno del campione del Mondo 2023 e arrivano così a giocarsi il successo in uno sprint che vede prevalere al colpo di reni Abrahamsen su Schmid.

Dietro, gli uomini di classifica non restano a guardarsi con Kevin Vauquelin (Arkea) prima e soprattutto Jonas Vingegaard (Visma Lease a Bike) in seconda battuta che tentano entrambi di prendere il largo. I loro tentativi, tuttavia, vengono agilmente controllati dai principali rivali per la generale che, in questo modo, approcciano compatti gli ultimi chilometri di discesa e pianura. Qui il sussulto lo regala Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) che, toccandosi con la ruota di Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), va per le terre. Lo sloveno però si rialza subito e, rimessosi in moto con l’aiuto dell’assistenza tecnica, cerca in fretta di riportarsi nel gruppo maglia gialla dove, con grande fair play, tutti decidono di rallentare facendo rientrare l’iridato in carica.

Solo un grande spavento e una bella botta, dunque, per lo sloveno che resta dunque con 29” di ritardo da Ben Healy in classifica generale alla vigilia di una tappa (la Auch di Hautacam di 180.6km con traguardo in quota sulla mitica ascesa pirenaica) molto importante per le sue ambizioni di trionfo finale.

ORDINE D’ARRIVO

  1. Jonas Abrahamsen (NOR/Uno-X Mobility) – 3:15:56
  2. Mauro Schmid (SVI/Jayco-AlUla) – s.t.
  3. Mathieu van der Poel (OLA/Alpecin-Deceuninck) a 0:07
  4. Arnaud de Lie (BEL/Lotto) a 0:53
  5. Wout Van Aert (BEL/Visma-Lease a Bike) a 0:53
  6. Axel Laurance (FRA/Ineos Grenadiers) a 0:53
  7. Fred Wright (GBR/Bahrain-Victorious) a 0:53
  8. Mathieu Burgaudeau (FRA/TotalEnergies) a 0:53
  9. Quinn Simmons (USA/Lidl-Trek) a 0:53
  10. Davide Ballerini (ITA/XDS-Astana) a 1:11

CLASSIFICA GENERALE

  1. Ben Healy (IRL/EF Education-EasyPost) – 41:01:13
  2. Tadej Pogacar (SLO/UAE Emirates-XRG) a 0:29
  3. Remco Evenepoel (BEL/Soudal-Quick Step) a 1:29
  4. Jonas Vingegaard (DAN/Visma-Lease a Bike) a 1:46
  5. Matteo Jorgenson (USA/Visma-Lease a Bike) a 2:06
  6. Kévin Vauquelin (FRA/Arkéa-B&B Hotels) a 2:26
  7. Oscar Onley (GBR/Picnic-PostNL) a 3:24
  8. Florian Lipowitz (GER/Red Bull-Bora) a 3:34
  9. Primoz Roglic (SLO/Red Bull-Bora) a 3:41
  10. Tobias Halland Johannessen (NOR/Uno-X Mobility) a 5:03
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Articolo a cura di Tuttobiciweb.it