GALLARATE – «Io, per senso del dovere, da questa aula voglio uscire soltanto se vengo cacciata. Ma se rimango, da questo momento in poi per tutti sono in maggioranza e sono la vostra stampella». Con queste parole Sonia Serati ha abbandonato ieri sera, 23 luglio, il consiglio comunale, facendo mancare il numero legale e costringendo l’assessore Corrado Canziani a rimandare di 24 ore la presentazione degli assestamenti e la ricognizione della verifica degli equilibri di bilancio che contengono i tagli al Consorzio scuole materne.
Le minoranze fuori
Una scelta politica, è evidente, che a inizio seduta avevano già compiuto Pd e Città è Vita. Ma proprio quando il centrosinistra stava per tornare a sedersi, visto che il consiglio comunale sarebbe proseguito anche senza di loro, ecco che dopo un’ora di dibattito anche Massimo Gnocchi (Ocg) ha abbandonato Palazzo Broletto, lasciando così alla sola Serati tutto il peso di garantire il prosieguo dei lavori, peraltro non condiviso – come lei stessa ha ammesso – dalla sua lista civica che con una serie ripetuta di messaggi sul telefono l’ha invitata ad andarsene. Giochi di potere e ripicche, insomma, che hanno trovato fertile perché – va detto – per l’ennesima volta il centrodestra si è trovato fragile e con numeri risicatissimi. Complice i ripetuti mal di pancia di Andrea Zibetti (Lega) e il comportamento da separata in casa di Belinda Simeoni (Forza Italia) dopo la spaccatura congressuale nel suo partito, arrivare ai 12 per garantire il numero legale non è più così semplice, soprattutto in periodi di vacanza come questo. E considerati i rapporti ormai tesissimi con le opposizioni, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista Cassani e Centro Popolare non possono contare su nessuno. Nemmeno su Serati, che questa sera ha voluto segnare un profondo solco di demarcazione nei confronti del centrodestra anche in ottica delle Amministrative 2027. Guarda il video:
Incidente di percorso
Un incidente di percorso che posticipa a questa sera il dibattito consigliare, quando la soglia minima di partecipanti per legge si abbassa notevolmente. Poco disagio, dunque, e nessun intoppo amministrativo. Ecco perché, di fatto, la maggioranza non ha battuto ciglio. «Non condivido le sue parole, lei ha sempre dimostrato di essere indipendente nei confronti di tutti», si è limitato a dire il presidente del consiglio comunale Marco Colombo (FdI) prima di dichiarare chiusa la seduta. «Poco male – ha aggiunto a margine il sindaco Andrea Cassani – domani approveremo quello che stasera qualche oppositore non ci ha consentito di votare. Questo è il momento più alto dell’opposizione in questi 3 anni, è più che indicativo il fatto che coincida con la loro assenza».
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