SOLBIATE ARNO – «Sull’approvazione del nuovo piano di Protezione Civile e la mozione per la pace a Gaza, Uniti per Solbiate ha perso una doppia occasione». Non le manda a dire il sindaco di Solbiate Arno, Oreste Battiston, che ha affidato a una nota diffusa via social le considerazioni riguardo quanto accaduto in aula in occasione dell’ultimo consiglio comunale.
Il piano di Protezione Civile
Necessario per regolare e organizzare le azioni di prevenzione, previsione e soccorso a livello locale, il piano di Protezione Civile è un documento che – non di rado – ottiene consensi trasversali nei consigli comunali. Ma non a Solbiate Arno.
L’approvazione del documento, infatti, è avvenuta con i soli voti favorevoli della maggioranza, mentre l’opposizione ha deciso di esprimersi contrariamente. Una decisione «clamorosa e difficile da comprendere – per Battiston – basata unicamente su motivazioni di carattere politico, che può essere letta come un passo indietro rispetto all’interesse pubblico». E il primo cittadino accusa: «I consiglieri non sono entrati nel merito del piano stesso, ma si sono limitati a chiedere perché la propria casa non rientrasse nelle zone individuate a rischio».
La voce di Uniti per Solbiate
Diametralmente opposta la posizione di Uniti per Solbiate. «Il nostro consigliere Francesco Lanni ha posto tre domande», recita la nota diffusa dal capogruppo Roberto Damian. Primo: «Come mai non è stata fatta la scelta dell’obbligo di tenere pulito il bosco dal privato o dal pubblico?». Secondo: «Perché nelle cartografie non vengono indicate come zone a rischio inondazione via Oggiona e via Grandi, aree residenziali vicine ai torrenti Arno e Rile?». Terzo: «Riguardo alle partite di calcio allo stadio Felice Chinetti, non sembra che ricorrere alla Protezione Civile, nata per gestire calamità naturali, per una funzione che non fa parte del suo dna sia una forzatura?».
«Il sindaco ha provato a indirizzare il voto»
A motivare la votazione contraria sarebbero state proprio le riposte ai quesiti, ritenute insoddisfacenti dalla minoranza. Ma non finisce qui. «Dopo aver congedato il tecnico estensore del piano, il sindaco con la sua consueta arroganza ha definito maleducati noi consiglieri di minoranza», continuano da Uniti per Solbiate. «Perché non abbiamo avuto il buon gusto, per dovere di ospitalità, di astenerci se non addirittura di votare a favore». E ancora: «Questa affermazione tende a minare la nostra libertà di voto e di valutazione: in democrazia non si può pretendere di indirizzare il voto».
La mozione su Gaza
Nel corso del consiglio comunale, il consigliere Antonio Riccardi ha poi presentato una mozione (bocciata) per chiedere alla giunta di condannare la violenza contro la popolazione della Striscia di Gaza e impegnarsi a sollecitare Governo e istituzioni per la soluzione del conflitto. La bocciatura «ci ha lasciati scioccati e sconcertati e dimostra la totale mancanza di empatia verso gli abitanti di Gaza», spiegano da Uniti per Solbiate. «Per di più il consigliere di maggioranza Debora Carabelli ha chiuso la discussione rispondendo “chi siamo noi per dire che nella Striscia sia in atto un genocidio?”».
«Tutto uno show»
Di tutt’altra visione Battiston, che ha definito «uno show» quello dell’opposizione. «Noi avevamo già proposto di lavorare insieme per arrivare a un testo condiviso che includesse tutte le situazioni di guerra e le gravi crisi umanitarie. Ma la minoranza ha scelto di arrivare in aula senza una mozione scritta e, paradossalmente, iniziando a leggere la proposta elaborata in maniera condivisa tra le parti».
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