L’accordo sui dazi evita la guerra commerciale

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di Raffaele Cattaneo*

Vedo e leggo tante critiche, ma io non riesco ad essere contrario all’accordo siglato sui dazi tra Stati Uniti e Unione europea. La principale ragione è l’aver evitato una guerra commerciale, un risultato di grande rilievo, soprattutto alla luce del fatto che gli Stati Uniti restano il partner strategico più rilevante per l’Unione europea.

Uno scenario tutt’altro che astratto, a partire dal rischio concreto di dazi al 30% dal 1 agosto, che avrebbe avuto conseguenze gravissime, dando il via a una spirale di ritorsioni e sfociando in un conflitto commerciale aperto tra Bruxelles e Washington. In un contesto globale già segnato da forti tensioni geopolitiche, evitare un’escalation di questo tipo rappresenta un risultato molto positivo.

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Raffaele Cattaneo

L’accordo costituisce un compromesso difficile ma necessario, orientato a individuare attraverso il dialogo una soluzione che possa tener conto delle esigenze di entrambe le parti. Va sottolineato, infatti, che la bilancia commerciale dei beni tra Unione europea e Stati Uniti non è equilibrata: nel 2024, l’Unione ha registrato un surplus commerciale pari a 198 miliardi di euro. Uno squilibrio di tali proporzioni rischia di alimentare ulteriori tensioni e va affrontato con strumenti negoziali, non con lo scontro.

Correggere queste asimmetrie è nell’interesse di tutti, anche di chi oggi ne trae un vantaggio solo apparente. Vale nei confronti della Cina, dove Italia e UE sono in svantaggio e da tempo chiedono un riequilibrio; vale anche verso gli Stati Uniti, dove accade il contrario.

Infine l’accordo è politico, ma non ancora legalmente vincolante: il diavolo si nasconde nei dettagli e i dettagli saranno decisivi per un giudizio più completo sulla validità di quanto stabilito. Soprattutto con riferimento ai settori per noi più strategici o più colpiti. Ma un cattivo accordo, quand’anche fosse così, è sempre meglio di nessun accordo. Ricordiamoci che il compito della politica è il compromesso sul possibile. Questa intesa, pur con tutti i suoi limiti, si muove in quella direzione.

* sottosegretario Regione Lombardia con delega ai rapporti internazionali e europei

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