Vivere San Giorgio: «Nuova gestione del nido trasparente. E con già 16 iscritti»

Claudio Ruggeri sindaco SanGiorgiosuLegnano

SAN GIORGIO SU LEGNANONon si placa a San Giorgio su Legnano la polemica esplosa nelle ultime settimane sulla nuova gestione dell’asilo nido comunale. Tocca alla lista civica Vivere San Giorgio che sostiene il sindaco Claudio Ruggeri (nella foto) intervenire per rispondere alle critiche sull’operazione mosse dal gruppo di opposizione Uniti per San Giorgio. Di seguito, la risposta della lista diffusa ieri, domenica 3 agosto.

In risposta alle recenti dichiarazioni di alcuni consiglieri di minoranza ci spiace constatare che, nonostante le numerose occasioni di confronto e chiarimento, il gruppo “Uniti per San Giorgio” continui a sollevare dubbi e polemiche su una questione che, francamente, è già stata ampiamente illustrata, anche in sede consiliare, ma che viene ripetutamente rappresentata in modo errato e fuorviante, crediamo dolosamente. Capisco che la gestione dei servizi pubblici possa sembrare un terreno affascinante, ma richiede competenze, studio e soprattutto rispetto delle regole. Non basta scrivere lettere indignate o fare articoli sui giornali per entrare nel merito delle decisioni amministrative. Per quello, esistono ruoli, responsabilità e normative precise.

Regole e procedure da rispettare

La concessione di spazi comunali, ad esempio, non si fa “a simpatia” o “perché ci siamo sempre trovati bene”: esistono procedure pubbliche, criteri di trasparenza e rotazione. Lo dice la legge, non lo dice il sindaco. E se qualcuno pensa che si possa continuare a concedere un immobile pubblico senza una gara, forse ha confuso il Comune con un circolo privato.

Abbiamo scelto di affidarci ad Azienda Sole, una società interamente pubblica nostra partecipata creata per queste finalità da Comuni del territorio amministrati da schieramenti politici di colori diversi, per garantire qualità, continuità e controllo. È una scelta politica, sì, ma anche una scelta responsabile. Si chiama amministrare, non improvvisare.

Porte aperte alle lavoratrici

Quanto al presunto “mancato confronto”, ci permettiamo di ricordare che le minoranze hanno strumenti ben precisi per partecipare alla vita democratica: interrogazioni, mozioni, accesso agli atti. Non esistono incontri informali, tavoli paralleli, né riunioni “a richiesta” con soggetti terzi. Se qualcuno vuole fare il sindaco, c’è sempre la prossima tornata elettorale.

Sulle lavoratrici di Cucciolandia, la verità è semplice: sono state informate con largo anticipo, hanno avuto la possibilità di partecipare a un bando e alcune lo hanno fatto con successo. Altre hanno scelto diversamente. Le porte erano aperte, ma non si può obbligare nessuno a entrare.

Infine, sui lavori di ristrutturazione: il nido aveva bisogno di interventi, e li abbiamo fatti. La manutenzione ordinaria spetta al gestore, non al Comune. Anche qui, un ripasso delle regole non farebbe male prima di scrivere comunicati indignati.

Dietrofront della minoranza

E già che ci siamo, vorremmo ricordare un passaggio curioso del consiglio comunale del 23 luglio: il gruppo Uniti per San Giorgio ha dichiarato pubblicamente che avrebbe persino votato a favore della delibera per l’istituzione del nido – “perché è una cosa nuova e ne beneficiano le famiglie” – salvo poi cambiare idea perché non è stato accettato un emendamento su una via. Sì, avete capito bene: tutto il progetto andava bene, ma una via mancante ha fatto saltare il voto. A volte la forma conta più della sostanza, pare.

In conclusione, il nuovo nido comunale ha già 16 iscritti sangiorgesi. Questo è il dato che conta. Le famiglie hanno risposto, il bisogno è reale, e noi continueremo a lavorare per loro. Senza slogan, senza polemiche, e soprattutto senza “velati interessi personali”.

Vivere San Giorgio

Uniti per San Giorgio: «Macché subentro, il nuovo nido è il risultato di uno sfratto»

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