LUINO – Le elezioni amministrative non sono poi così lontane. Tuttavia, il centrodestra non trova l’intesa plenaria e il centrosinistra naviga in alto mare. Insomma, niente candidati sotto l’ombrellone, almeno fino a settembre. Intanto, se ne parla. E la battuta che qualcuno pronuncia, visto l’alto numero di nomination, è: ci sono più candidati che fasce tricolore.
Qui centrodestra
Salvo miracoli, anche stavolta il centrodestra andrà diviso. A Luino le segreterie non si riescono a ricondurre gli esponenti dell’area a un’unica ragione di Stato e a far confluire le varie anime in una sola lista. Se ciò fosse accaduto, dicono coloro che conoscono l’anima politica della città di Piero Chiara e Vittorio Sereni, “la volta scorsa non avrebbe vinto il centrosinistra” e se dovesse accadere, “stavolta si vincerebbe a mani basse”. E invece… si dice sia pronto a scendere in campo Andrea Pellicini, il carico da novanta nella manica di Fratelli d’Italia. Chiamato in causa per la complicata situazione del centrodestra luinese, che traballa per motivi di strategia politica.
Pellicini, uomo del dialogo, dieci anni da sindaco di Luino, uno dei massimi esponenti del partito a livello provinciale e oggi deputato, ha tutto per vincere la sfida — tranne l’unità della coalizione. Almeno per ora.
E se Andrea Pellicini (che in quota Fratelli d’Italia danno per candidato certo) dovesse fare un passo di lato all’ultimo momento, sono pronti Dario Sgarbi, fidato assessore durante gli anni da sindaco del deputato, o Pierfrancesco Buchi. Per ora, ubi maior…
Quante liste?
Ora si accettano scommesse su quante saranno le liste in “odore” di centrodestra al via della competizione elettorale. C’è chi dice tre, chi invece è convinto che alla fine saranno solo due. Intanto, si sprecano i nomi dei possibili candidati, molti dei quali con una “data di scadenza” più corta di un latticino: al 15 agosto saranno già dimenticati.
La spina Artoni nel fianco destro
Chi invece sembra deciso a concorrere è l’avvocato Furio Artoni, già candidato con una propria lista cinque anni fa, e con i motori accesi anche per questa tornata. È sua la curiosa iniziativa social per la ricerca del candidato e sempre sua la proposta degli Stati Generali del centrodestra.
I ben informati raccontano che Furio Artoni, marito di Alessandra Sisti — appassionata di politica al punto che nel 2019 fu candidata sindaco nella natia Biandronno con una lista civica ispirata al salviniano brand Prima gli Italiani —, orbiterebbe politicamente in ambienti “vannacciani”. La conferma arriverebbe da alcuni insider del Mondo al contrario. Se così fosse, la lista di Luino potrebbe diventare un progetto pilota in vista degli appuntamenti più tosti del 2027.
Qui centrosinistra
“In alto mare”, canta Loredana Bertè. Anche se qui siamo al lago, però.
Se dipendesse dal Partito Democratico, in campo ci sarebbe l’attuale sindaco per tentare il bis. Ma poiché il diretto interessato pare non avere intenzione di affrontare un secondo mandato, tra i Dem si ragiona sull’alternativa.
Enrico Bianchi, raccontano i ben informati, per ora ha fatto sapere di non aver ancora sciolto le riserve. E quindi, chi dopo di lui? La sua vice, Antonella Anna Francesca Sonnessa, che a un primo sondaggio ha risposto: “No grazie”. O meglio, ha tentennato. Ma su questo fronte c’è chi è pronto a giocare la carta a sorpresa: ed è qui che sbuca il nome di Serena Botta, assessore che in questo primo mandato si è fatta notare per impegno e risultati. L’underdog che non ti aspetti.
