Riccardo Giuliani scomparso nel nulla da 4 anni. La procura di Busto vuole archiviare

Riccardo Giuliani in un'immagine con la fidanzata Apryl

BUSTO ARSIZIO – Scomparso nel nulla il 25 aprile del 2021: di Riccardo Giuliani, allora 35enne prossimo al matrimonio, non si hanno più avute notizie. Un mistero a cui nemmeno la Procura di Busto Arsizio è riuscita a venire a capo dopo anni di indagini: così il pubblico ministero Carlo Alberto Lafiandra ha deciso di chiedere l’archiviazione del fascicolo aperto con l’ipotesi di omicidio. Deciderà il Gip del Tribunale di via Volturno se sia ora che il giallo diventi un “cold case”.

Il giallo

Riccardo Giuliani, 35 anni, viveva da solo a Busto Arsizio, dove da 15 anni si occupava di manutenzione di caldaie Riello per una ditta di Rescaldina. Era fidanzato con Apryl, una ragazza filippina che il 29 maggio successivo avrebbe dovuto portare all’altare. Il 24 aprile, dopo una giornata di lavoro, si era allontanato da casa a bordo della sua Volkswagen Tiguan bianca, senza dare più notizie ai familiari. Il suo veicolo alle 2.30 di notte – c’era il coprifuoco per il lockdown Covid – aveva “bruciato” un posto di blocco dei Carabinieri sul Sempione a Legnano, in direzione Busto Arsizio, e questi si erano messi sulle sue tracce: la madre, raggiunta a casa dai militari, aveva contattato Riccardo sul telefonino ma lui aveva negato di aver mancato l’alt – «No, è impossibile» – e attaccato. Anche l’ultima chiamata della fidanzata Apryl, la sera della scomparsa, era stata interrotta bruscamente e il giorno dopo Riccardo, atteso al pranzo di prova del matrimonio, non si era fatto vivo, né aveva risposto al messaggino della buonanotte.

Le indagini

Un mistero su cui i Carabinieri di Legnano avevano iniziato ad indagare, e su cui si erano accesi i riflettori della trasmissione di RaiTre “Chi l’ha visto?”, ospitando anche i ripetuti appelli del padre di Riccardo, Gianni Giuliani. L’analisi dell’utenza telefonica e delle telecamere stradali aveva permesso agli inquirenti di ricostruire le chiamate e gli spostamenti della Tiguan di Riccardo nella notte della scomparsa. Una lunga telefonata attorno a mezzanotte ad un numero non identificato e un percorso poco chiaro attorno a Como con passaggi registrati a Villa Guardia e San Fermo della Battaglia nelle prime ore della mattina del 25 aprile.

L’auto abbandonata

La possibile svolta quando l’auto fu ritrovata posteggiata a Sagnino, un quartiere di periferia di Como: al suo interno fu ritrovato il portafogli con 350 euro in contanti e i documenti di Riccardo, oltre al suo giubbotto, ma nessuna traccia o impronta. Forse ripulita? Le ricerche tra il Comasco e la Svizzera, con un’ampia mobilitazione di forze, non avevano dato alcun esito. Nelle indagini spuntarono altri elementi strani: un conoscente che, dietro l’anonimato delle telecamere di “Chi l’ha visto?”, aveva assicurato che Riccardo sarebbe stato «vivo anche dopo il ritrovamento della sua auto, ma anche dei messaggi sul profilo LinkedIn di Giuliani che nascondevano propositi di un cambiamento radicale: «Volevo cambiare totalmente vita e lavoro – scriveva il manutentore bustocco – per esempio trovare un’opportunità in Svizzera…vorrei migliorare la mia situazione economica, non vivendo per pagare le spese come oggi». E allora, che fine ha fatto Riccardo Giuliani? Gli inquirenti sono pronti a gettare la spugna.

Riccardo Giuliani voleva cambiare vita. Ma la sua scomparsa da Busto resta un giallo

busto arsizio riccardo giuliani – MALPENSA24