BUSTO ARSIZIO – Dalla città del Baff alla Parigi del cinema: Paolo Castelli, direttore esecutivo del BA Film Festival e docente dell’istituto cinematografico Michelangelo Antonioni, in trasferta nella Ville Lumière è riuscito ad incontrare madame Madeleine Morgenstern, 94 anni, che fu moglie di François Truffaut, uno dei registi simbolo della Nouvelle Vague. «Ho preso spunto dal grande regista tedesco Werner Herzog, che partì da Monaco di Baviera per andare a Parigi a incontrare la critica cinematografica Lotte Eisner e raccontò questo suo viaggio nel libro “Sentieri di ghiaccio” – rivela Castelli – Herzog lo fece a piedi in inverno, io più modestamente con un volo da Malpensa in piena estate…».
Chi è

Madame Madeleine ha conosciuto François Truffaut alla mostra del cinema di Venezia del 1956. Figlia di Ignace Morgenstern, che era a capo di un’importante compagnia di distribuzione francese e produsse il primo corto di Truffaut, fu sposata per otto anni con il grande regista, da cui ebbe due figlie, Eva e Laura (Truffaut ne ebbe una terza da Fanny Ardant). «Oggi, 94enne, vive nel 16esimo arrondissement di Parigi, vicino all’ambasciata italiana, in una casa minimalista piena di CD musicali – racconta Paolo Castelli – l’ho conosciuta vent’anni fa su Facebook, grazie a comuni amici docenti di cinema della Sorbona, e quando al cineforum del Fratello Sole abbiamo proiettato una copia de “I 400 colpi” di Truffaut mi ha gentilmente concesso dieci righe di saluto che abbiamo letto al pubblico».
L’incontro

Così l’occasione di un viaggio a Parigi è stata propizia per poterla finalmente incontrare. «È stato un vero privilegio perché Madame Madeleine non riceve più nessuno – rivela Castelli – ma forse ha sentito la mia passione per il cinema e la mia ammirazione e ha accettato di incontrarmi. È stata una chiacchierata di mezz’ora, molto intensa, con una donna sempre curiosa». Madeleine Morgenstern è stata produttrice ed è rimasta sempre in ottimi rapporti con Truffaut, morto nel 1984. «Mi ha lasciato un autografo sul libro di Alberto Barbera dedicato a suo marito – fa sapere il docente Icma – proprio come François Truffaut, da sempre uno dei miei miti, quando lo incontrai da ragazzino all’auditorium San Fedele di Milano, accompagnato da mio padre Giancarlo, per l’anteprima del suo film “La camera verde”. Io le ho regalato una tazza con le dieci regole per vivere a lungo in ideogrammi giapponesi comprata in rue Mouffetard».
I trend nella città dei Fratelli Lumière

Il viaggio a Parigi è servito a Paolo Castelli anche per visitare la mostra sulla regista Agnes Varda, precognitrice della Nouvelle Vague, al Museo Carnevalet, e per immergersi nella città dove 130 anni fa è nato il cinema (nel 1895 con i Fratelli Lumière al Grand Cafè) a caccia di libri, DVD e nuove tendenze. «Ho scoperto che sta tornando in auge il collezionismo, anche di DVD usati e cofanetti – rivela Castelli, che oltre ad insegnare Forme e figure del linguaggio cinematografico all’Icma è anche docente alla facoltà di Design della comunicazione del Politecnico di Milano Bovisa – tornano ad aprire le librerie, come ad esempio LeMacGuffin in Boulevard Saint-Germain ad opera di due ragazzi greci, ma anche i negozi di DVD e le sale cinematografiche. Speriamo sia un trend che possa arrivare anche da noi». Immancabili anche la visita alle tombe dei miti del cinema e della letteratura nel cimitero di Montparnasse e un tour delle location dei film noir, polar e gangster di Jean Gabin, Alain Delon, Jean-Paul Belmondo, da Parc Monceaux agli Champs Elysées, curato dall’agenzia Cine Balades di Juliette Dubois.

È un Baff “Next Generation” che torna a riempire le sale. E ora i contro-premi
