VARESE – «Mai avrei pensato di trovarmi a celebrare, a distanza di cinquant’anni, “Profondo rosso” in un cinema: è oltre ogni più rosea previsione, fantascienza pura. Negli anni Settanta quello che è stato poi chiamato prog era una musica di nicchia. Noi Goblin non avremmo mai pensato di raggiungere tutto il successo che abbiamo poi avuto: nei primi dieci mesi vendemmo un milione di album e ora siamo a quattro. Mi fa sorridere quando sento parlare di dischi di platino, che adesso si calcolano sui like: per noi uno corrispondeva a un milione di copie vendute».
Così Claudio Simonetti, compositore del celebre film di Dario Argento ha parlato oggi, mercoledì 3 settembre, della proiezione che martedì 9, dopo la presentazione di Luca Crovi, lo vedrà eseguire dal vivo al Miv la colonna sonora. A Palazzo Estense c’erano Andrea Cervini e Paola Frascaroli, rispettivamente direttore e responsabile marketing del multisala di Varese, lo scrittore Paolo Franchini e l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia che ha fatto gli onori di casa: «Fu un’opera che segnò una svolta per l’occhio e l’orecchio, assorbendo le sonorità jazz-rock e prog che ascoltavano gli adolescenti di allora».
Da un’idea di Max Casacci dei Subsonica
«Abbiamo annunciato questo evento ad agosto – ha raccontato Laforgia del concerto abbinato al film – e subito sono fioccate le prenotazioni, facendo raggiungendo rapidamente il sold out». Come ha ricordato Simonetti, l’idea dello spettacolo venne a Max Casacci dei Subsonica per il Torino Festival del 2009: «Vennero diecimila persone e da allora l’abbiamo portato in tutto il mondo, facendo lo stesso anche per le colonne di altri pellicole come “Phenomena” e “Zombi”. A livello globale è però più famoso “Suspiria”, tanto che in Giappone “Profondo rosso”, che lì è uscito dopo, è stato intitolato “Suspiria 2”».
«Il cinema nasce accompagnato dalla musica – ha osservato Simonetti – e nel 2005 io l’ho fatto per il “Nosferatu” di Murnau: in quel caso però c’era una possibilità più ampia di improvvisare mentre invece in “Profondo rosso” c’è il vincolo della partitura. Tra l’altro non c’è sempre la musica: ci sono trentadue minuti senza, dove stiamo fermi e leggiamo fumetti sul palco. È stata creata per entrare in scena al momento giusto: se ci fosse continuamente non creerebbe lo stesso pathos. Poi, a proiezione conclusa, eseguiremo anche altri brani famosi come quelli di “Zombi”, “Demons” e “Non ho sonno”».
Un genere mai tramontato
Se negli anni Ottanta è stato preferito il rock per le colonne sonore dei film horror «per noi – ha dichiarato l’artista – il punto di riferimento era quanto ha fatto Bernard Herrmann per “Psycho” di Hitchcock. È stato Ennio Morricone a far diventare famosa la musica italiana. Anche John Williams è un grande e io ho ricevuto le lodi di John Carpenter, regista-musicista. All’epoca di “Profondo rosso” c’erano già gruppi, come per esempio gli Osanna, che incidevano colonne sonore per i film, però con brani composti da altri. Noi siamo stati i primi che l’hanno sia composta che incisa per un film, subentrando a Giorgio Gaslini a inizio 1975. Ma alla fine i Goblin non sono durati più di quattro anni; ho poi proseguito da solo, salvo una piccola reunion nel 2000 per “Tenebre”. Ho lavorato con Dario Argento in undici film con lui come regista e altri quattro con lui come produttore».
Argento ha dato lustro al giallo italiano cambiando la cinematografia con “Profondo rosso”, così come ha fatto Sergio Leone per i western: «L’horror è un genere che non è mai tramontato ed è tutt’ora tra i più amati ma in Italia non ha mai raccolto tanti riconoscimenti. Al Festival di Sitges in Spagna mi è stato conferito un premio alla carriera e Dario ha ricevuto un David ma anche agli Oscar ricordo solo le premiazioni di “The elephant man” e “La mosca”, che tra l’altro sono stati entrambi prodotti da Mel Brooks. Per noi però conta di più cosa pensa il pubblico: guarda quanta gente vince l’Oscar e poi non si vede più. Anche ai David di Donatello “se la suonano e se la cantano”: da dieci anni sono sempre gli stessi a vincere. Eppure in generi come l’horror o il western l’Italia ha dato tanto al mondo».
Mattana lancia Emp e intervista il compositore di “Profondo rosso”
