VARESE – «Il “Profondo rosso” che vedrete sarà esattamente come è stato girato nel 1975. Abbiamo registrato in una settimana ed è uscito il mese dopo». Così Claudio Simonetti, compositore leader dei Goblin, si è rivolto ieri, martedì 9 settembre, al pubblico del Multisala Impero di Varese che già da tempo aveva reso sold out l’appuntamento in cui la band avrebbe accompagnato dal vivo il film in occasione del suo cinquantennale. «Sarà una serata lunga e ricca, un’esperienza appassionante», ha annunciato l’assessore alla Cultura Enzo Laforgia, presente in sala, che ha ringraziato gli artisti e lo scrittore Luca Crovi che ha introdotto l’evento.
I growl di “Suspiria” e “Gioca jouer”
«Grazie a mio padre – Simonetti dialogando con Crovi ha raccontato il momento in cui i Goblin avevano ottenuto un contratto per registrare un album – incontrai il discografico che conosceva Argento. La colonna sonora di “Profondo rosso” era stata commissionata a Giorgio Gaslini – è sua “School at night” – ma poi litigarono e fummo scelti noi: immaginate dei ragazzi di vent’anni con Dario. Io avevo ventidue anni, ventitrè quando uscì il film: restammo in classifica quindici settimane».
Il compositore, dopo aver ha dichiarato la sua ammirazione per John Carpenter – ricambiata: «Quando lo incontrai mi disse: “Ti conosco bene, ho rubato molti dei tuoi pezzi”» – ha svelato a Crovi di avere una sorta di doppia personalità, «come il dottor Jekyll e mister Hyde: sono mie quelle vocine malefiche che si sentono in “Suspiria”, sono stato il primo a fare i growl. Siamo stati a suonare anche a diversi festival metal, ma quelli, come si dice a Roma, “ignoranti veri”, per poi scoprire che molti si sono avvicinati a quel tipo di musica proprio partendo da “Profondo rosso”. Ma sono stato anche un pioniere della dance, mi ci dedicai dopo che i Goblin si sciolsero: infatti ho creato la musica di “Gioca jouer”».
Il connubio perfetto di musica e film
Alla conclusione del film, seguita dal caloroso applauso dei presenti, Simonetti ha proposto con Cecilia Nappo (basso), Daniele Amador (chiarra) e Federico Maragoni (batteria), altri famosi brani tratti da colonne sonore di film come “Il cartaio”, “Demoni”, ”Zombi” e “Opera”, con un omaggio al padre Enrico: «Scrisse “Gamma”, bellissimo brano con cui ci tolse il primo posto in classifica».
«È inutile – ha aggiunto – che vi dica quanto sia importante la musica in un film. Poi io, quand’ero ragazzo, amavo gli horror, andavo a vedere quelli della Hammer». Per il «perfetto connubio» tra i due elementi sono stati eseguiti due pezzi non autografi, da “Halloween” e “L’Esorcista” con un nuovo arrangiamento più heavy. Dopo “Suspiria” «è arrivato», ha scherzato con la voce alterata in modo elettronico, «il momento di ballare» – approvato dal battito di mani del pubblico su un accenno a “On the road again” dei Canned Heat – con “Tenebre”. Prog rock spinto ai confini con il metal, come del resto in tutti i titoli finali, per “Phenomena”, brano con i Goblin si sono congedati.
Musica e azione negli horror, al Miv il “Profondo rosso” di Claudio Simonetti


