Martinelli: “Pellizzari non è Nibali. Ma è il futuro del ciclismo italiano”

Vuelta Martinelli Pellizzari Morredero
Giulio Pellizzari in trionfo sul Morredero (Sirotti)
Giuseppe Martinelli è il pluridecorato dei direttori sportivi italiani. A lui chiediamo un parere su Giulio Pellizzari splendido vincitore ieri della 17a tappa della Vuelta, con finale in salita in coma all’Alto del Morredero.
Giuseppe Martinelli (Sirotti)
Pellizzari lo conosco abbastanza bene, l’ho trovato qualche volta, perché è amico anche di Garofoli di cui sono stato direttore sportivo. Pellizzari è un purosangue, proprio così un purosangue. E’ il corridore che probabilmente ci salverà. E’ il futuro del ciclismo perché tutto quello che fa, lo fa così, quasi per divertimento, hai capito? Quel giorno che si metterà veramente in testa, che veramente è forte, e qui  l’ha dimostrato, tirerà su il morale a tutti gli italiani appassionati di questo sport”.

A che corridore può assomigliare?
“Ma sai, adesso dire, fare dei paragoni su dei corridori del passato diventa sempre più difficile, perché sono veramente più completi, hai capito? Questo, non dico che va fortissimo anche a crono, però va forte abbastanza anche abbastanza a crono. Trovare uno scalatore puro come lui che si difendeva a cronometro faccio un po’ fatica.  È completo. Vabbè certo non ha lo spunto veloce, ma ci può stare”.

A cosa dovrà fare attenzione nel suo percorso di crescita per non sbagliare? 

“Deve andare con quello che ha in tasca, hai capito? Non farsi influenzare. E’ in una squadra che secondo me ha le idee chiare, hai capito? Quando in Red Bull hanno deciso di portarlo alla Vuelta, l’hanno portato perché sapevano che andava forte. Gli hanno messo Hindley davanti a lui e sono stati bravissimi. Se fossero venuti in Spagna con lui capitano sarebbe stato un po’ troppo. Però, ripeto, quello che ha fatto sul Morredero è la dimostrazione che è un corridore vero, hai capito?”

Ho capito.
“Perché oggi prima ha lavorato e poi li ha staccati tutti. E’ stato intelligente, quando si staccava Almeida stava dietro, quando Almeida è tornato sotto era lì a ruota. Ha corso bene. Fosse un calciatore sarebbe uno di quelli che giocano a testa alta e che sa prima degli altri dove finisce il pallone”.

Qualcuno lo paragona già a Nibali.
“Come ti ho detto non vedo questo paragone, neanche come carattere. Forse solo nella parabola ascendente”.

Se tu domani lo incontrassi per strada cosa gli diresti?

“Bravo. Sei davvero bravo. Complimenti e vai avanti così”.

 

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