Caronno Pertusella, Rossetti e Sunil: «Salario minimo, il Pd tradisce i suoi principi»

Francesca Rossetti e Anthony Sunil

CARONNO PERTUSELLA – Il gruppo misto boccia il bilancio consolidato e spiega le motivazioni dello “strappo” dalla maggioranza: «Sul salario minimo il PD tradisce i suoi principi». Nel mirino le retribuzioni dei dipendenti di Fondazione Artos, inferiori ai 9 euro lordi l’ora, a fronte del compenso da oltre 38mila euro riconosciuto al direttore: «Non è del Partito Democratico lo slogan: “Sotto i 9 euro non è lavoro ma sfruttamento?”» si chiedono i consiglieri Francesca Rossetti e Anthony Sunil, che dallo scorso 26 maggio hanno lasciato il gruppo del PD e la maggioranza guidata dal sindaco Marco Giudici.

Lo strappo

Una polemica andata in scena nel consiglio comunale dello scorso 30 settembre, quando il gruppo misto composto dai due fuoriusciti Francesca Rossetti e Anthony Sunil ha espresso voto contrario al bilancio consolidato, motivando così una delle principali ragioni del loro addio al Partito Democratico e alla maggioranza di centrosinistra. Al centro delle critiche, la gestione della Fondazione Artos, ente controllato al 100% dal Comune di Caronno Pertusella. Rossetti e Sunil contestano il compenso da oltre 38 mila euro riconosciuto al direttore – che ricopre anche la carica di presidente – e la presenza di dipendenti con retribuzioni inferiori ai 9 euro lordi l’ora, soglia indicata dallo stesso PD come salario minimo.

Il caso Artos

«Ci chiediamo se il Partito Democratico abbia ancora a cuore i diritti dei lavoratori», affermano i consiglieri, sottolineando la contraddizione tra le posizioni nazionali del partito e le scelte dell’amministrazione locale. «Molti Comuni italiani con Giunte di centro-sinistra, per esempio Firenze e Napoli – sostengono Rossetti e Sunil – hanno dimostrato una certa coerenza promuovendo condizioni di lavoro migliori all’interno degli appalti comunali e delle loro controllate/partecipate stabilendo un salario minimo di 9 euro lordi all’ora per tutti i dipendenti». Il gruppo misto propone un ritorno al modello originario della Fondazione, basato sul volontariato: «All’epoca della Giunta Borghi – le parole dei consiglieri del Misto – le cariche apicali/dirigenziali di Artos erano composte esclusivamente da volontari, i quali hanno svolto la propria attività a favore della comunità di Caronno Pertusella senza percepire alcun compenso». Rossetti e Sunil esprimono infatti il loro dissenso rispetto alle «scelte dell’amministrazione sul compenso» del direttore di Artos che «mal si conciliano o meglio non si conciliano affatto con lo scopo e la logica originaria della Fondazione». In alternativa al “ritorno alle origini”, i due consiglieri si chiedono «se non possa essere economicamente più conveniente affidare i servizi a una cooperativa esterna».

«Nessun cambio di casacca»

Francesca Rossetti e Anthony Sunil respingono infine l’accusa di “cambio di casacca” a loro rivolta nel mese di luglio in aula: «Ci siamo distaccati da Partito Democratico e maggioranza e non abbiamo aderito ad altri gruppi politici o liste già presenti in questo consiglio comunale – la precisazione rivolta al primo cittadino – com’è a Lei noto, signor Sindaco, il nostro disappunto non era certamente circoscritto alla sola questione degli aumenti del pre-post scuola Artos. Èevidente che il nostro dissenso sulle scelte relative alla Fondazione Artos di cui abbiamo parlato questa sera fosse conosciuto da tutti, dal Sindaco, dalla maggioranza e dal Circolo cittadino del Partito Democratico, in seno al quale era sorto un acceso dibattito rimasto poi lettera morta sul tema del salario inferiore ai 9 euro lordi all’ora per alcuni dipendenti Artos».

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