di Ivanoe Pellerin
Cari amici vicini e lontani, vorrei esprimere anch’io un’opinione sull’omicidio politico di Charles Kirk, omicidio per delle “opinioni”. Da buon liberale europeo mi trovo lontano da molte delle affermazioni di Kirk ma mi è facile osservare come molte di queste trovino tracce importanti nella storia degli Stati Uniti d’America, storia che molti (anche americani) hanno dimenticato.
I padri fondatori del Mayflower, noti come i Padri Pellegrini (Treccani), erano un gruppo di circa 102 colonizzatori inglesi, per lo più puritani, che salparono a bordo della nave Mayflower nel 1620 per fondare la colonia di Plymouth nel Massachusetts. Essi cercavano la libertà religiosa negata in Europa e una nuova vita. Come ha ben ricordato l’ottimo Ernesto galli della Loggia sul Corriere della Sera del 16 settembre, condussero “un’audace operazione rivoluzionaria di natura tutta ideologica.” Alexis de Tocqueville, grande liberale dell’Ottocento, che sessant’anni dopo la rivoluzione americana condusse uno studio approfondito intorno alla democrazia americana, considerato tutt’oggi un classico del pensiero politico di quel secolo, scrive: “I popoli risentono sempre della loro origine. Le circostanze che ne hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo influiscono su tutto il resto della loro storia.”
Life, Liberty and the pursuit of Happiness (Vita, Libertà e la ricerca della Felicità) è un famoso passo della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America del 4 luglio 1776. La frase porta tre modelli di diritti considerati inalienabili che, secondo la Dichiarazione, sono stati concessi a tutti gli esseri umani dal loro Creatore e che i governi sono stati istituiti per proteggere. Accanto alla rivoluzionaria affermazione della “ricerca della felicità” che tanto ha influito sulle riflessioni etiche e filosofiche dell’Ottocento ma soprattutto del Novecento, un’altra parola ha condizionato la costruzione della democrazia americana.
“Freedom” (libertà) è la parola che più di ogni altra connota l’intera storia degli Stati Uniti d’America. Eric Forner, professore di Storia americana alla Columbia University, afferma che “… dalla Rivoluzione settecentesca ai giorni nostri, per gli americani la libertà è stata insieme una terra promessa e un campo di battaglia, il più forte legame culturale e la più pericolosa linea di tensione. Di sicuro è il valore più caro, il più forte marcatore di identità.” Tutta la vicenda americana si riassume insomma intorno a questo concetto chiave: una verità vivente e incontrovertibile per alcuni americani, un paravento e una crudele menzogna per altri. Per esempio per noi è difficile comprendere l’attaccamento degli americani al secondo emendamento (quello che permette di possedere e di portare un’arma) e al concetto di autonomia del singolo stato e persino del singolo cittadino nei confronti del governo centrale se non ci riferiamo costantemente proprio all’egida affascinante e ambigua della parola “libertà” che connota l’intera avventura americana.
Sottolineo come la nazione sia stata interpretata come sotto la protezione del Creatore quindi impregnata da una profonda ispirazione religiosa (quella dei padri fondatori, quella biblica/protestante) e, come dice Galli della Loggia, “Fino a ieri esser americani ha significato credere in Dio e nella libertà: sostenere i principi fondamentali dell’etica dell’ etica giudaico-cristiana (non importa secondo quale confessione religiosa, magari anche essendo atei …) e insieme i principi del governo rappresentativo e della “rule of law”.”
Proprio questa straordinaria compattezza ideologica ha permesso agli Stati Uniti di crescere a dismisura, avanti con un ritmo febbrile. Solo per ricordare: 1839, Goodyear inventa la vulcanizzazione, 1846 il dottor Morton pratica per la prima volta un’anestesia totale, 1850: James Bogardus costruisce a New York il primo edificio a cinque piani con una ossatura interamente metallica, 1851 Gail Borden inizia la produzione di latte condensato. Ancora il telegrafo, dovuto al genio di Samuel Morse, e la rotativa per la stampa dei quotidiani inventata nel 1845 da Richard Hoe. Verso la metà di quel secolo un apparato industriale grandioso stava forgiandosi e si assisteva all’aumento colossale della produzione agricola. New York contava allora più di 800.000 abitanti e si poneva tra le maggiori metropoli del mondo.
Ai tempi nostri non possiamo dimenticare, come affermano molti storici, che senza l’intervento degli Stati Uniti oggi saremmo tutti schiacciati da una dittatura nazi-fascista; anche la Russia sarebbe terra di conquista della Germania nazista e persino la Cina sarebbe governata da un proconsole nipponico. Ebbene dalla seconda metà del ‘900 la saldezza di questa struttura ideologica ha iniziato a sgretolarsi, come dice bene Galli della Loggia, di fronte alle trasformazioni culturali della modernità, all’incalzare delle rivoluzioni tecnologiche che “…hanno duramente attaccato gli antichi valori del legame comunitario, dell’individualismo benevolo e intraprendente, del “self help” fin dall’inizio cuore e sangue della società americana.”
Cario amici vicini e lontani, torniamo all’argomento. L’omicidio di Charles Kirk è la manifestazione nella realtà dell’omicidio della libertà di parola, del pensiero liberale, di quell’ispirazione ideale che ha connotato tutta la storia degli Stati Uniti. La pallottola non ha ucciso “solo” un essere umano (cosa mostruosa) ma ha “cercato di uccidere” la libertà della libera opinione (appunto), cosa fino a ieri inconcepibile nella società americana. Al contrario di Galli della Loggia che teme l’implosione dello “stato ideologico”, la sua progressiva dissoluzione sotto i colpi di una cultura che nega le sue origini e quindi la sua identità come ahimè è successo all’impero romano, credo invece che proprio l’attuale confronto con le radici delle idealità delle fondamenta della nazione americana, financo quelle per noi difficili da interpretare, alla fine produca quel seme, quella scossa che porti ad un nuovo rilancio della nazione similmente a ciò che accadde nella sua difficile storia alla fine del Settecento, ed ancora nell’Ottocento, nel 1945 e dopo il 1989. Mi auguro con tutto il cuore che sia proprio così.
kirk omicidio opinioni – MALPENSA24
