Domiciliari per i due minorenni arrestati dopo gli scontri al Corteo proPal di Milano

MILANO – Dopo quasi tre giorni di detenzione, il gip del Tribunale per i minorenni di Milano ha deciso di alleggerire la misura cautelare per i due studenti diciassettenni, un ragazzo e una ragazza, coinvolti negli scontri al termine del corteo pro-Gaza dello scorso fine settimana a Milano. Il giudice ha convalidato gli arresti eseguiti tre giorni fa, ma ha sostituito la detenzione in carcere con la misura degli arresti domiciliari. I due giovanissimi, entrambi iscritti a un liceo del capoluogo lombardo, erano stati fermati e accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale dopo le tensioni scoppiate nei pressi della Stazione Centrale. Con la decisione di oggi, i ragazzi lasciano l’istituto penale minorile Beccaria. Assistiti dai legali Mirko Mazzali e Guido Guella, potranno quindi attendere il prosieguo delle indagini e l’eventuale processo nella propria abitazione. La decisione della giudice riflette la necessità di contemperare l’esigenza cautelare con l’attenzione dovuta alla giovane età degli indagati.

Gli scontri e le polemiche politiche

La vicenda giudiziaria si inserisce nel contesto di un pomeriggio di alta tensione che ha trasformato l’area della Stazione Centrale in un teatro di “guerriglia urbana”, come è stata definita da più fonti. Le violenze si sono concentrate quando un gruppo di manifestanti, staccatosi dal corteo principale svoltosi pacificamente, ha tentato l’assalto alla Galleria delle Carrozze, l’ingresso principale dello scalo ferroviario. I dimostranti hanno utilizzato come armi improprie transenne, cartelli stradali e parti di impalcature, lanciando oggetti contro le forze dell’ordine e causando il danneggiamento della vetrata dell’ingresso della stazione. È stato anche documentato che alcuni facinorosi hanno persino utilizzato gli idranti in dotazione alla Stazione contro gli agenti schierati a difesa del varco. La Polizia, dopo ore di stallo, è riuscita a disperdere i manifestanti con un fitto lancio di lacrimogeni e cariche di alleggerimento, spingendo il gruppo violento in via Vittor Pisani, dove gli scontri sono proseguiti con la creazione di barricate improvvisate fatte con bidoni della spazzatura e biciclette. Il bilancio di quella giornata ha contato circa sessanta agenti feriti in modo lieve e diversi fermi, tra cui i due minorenni che ora si trovano agli arresti domiciliari. Gli episodi hanno suscitato dure reazioni istituzionali.

Il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha condannato il “vandalismo” delle frange violente, mentre la premier Giorgia Meloni ha definito le violenze “indegne”, sottolineando come la distruzione non aiuti la causa di Gaza, ma avrà conseguenze sui cittadini che dovranno coprire i costi dei danni.

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