MILANO – E’ nonna Adriana, una pensionata di Avellino di 76 anni, il volto della presunta truffa che ha portato Chiara Ferragni in Tribunale a Milano. Il caso del cosiddetto “pandoro-gate” ha infatti ufficialmente varcato le porte delle aule giudiziarie con l’apertura del processo a carico dell’influencer e di altri coimputati. Nonna Adriana, fervente cattolica, si è costituita parte offesa dopo aver acquistato i pandori griffati “Pink Christmas” di Balocco, convinta che parte del ricavato sarebbe andata in beneficenza. La donna, ha spiegato la sua legale, Giulia Cenciarelli, ha scoperto la verità sull’iniziativa solo ad aprile e ha chiesto un risarcimento di circa 500 euro, specificando di voler comunque devolvere la somma a opere solidali. La sua posizione è emblematica dell’accusa mossa dalla Procura: aver utilizzato in modo ingannevole la leva della beneficenza per indurre i consumatori all’acquisto.
Le accuse e gli imputati
I pubblici ministeri Cristian Barilli ed Eugenio Fusco contestano a Chiara Ferragni l’accusa di truffa aggravata in concorso per le campagne legate sia al pandoro Balocco sia alle uova di cioccolato Dolci Preziosi. Secondo la Procura, i messaggi promozionali avrebbero fatto credere che la donazione fosse legata alle vendite, mentre in realtà il contributo versato dalle aziende era fisso e di importo limitato, già stabilito prima del lancio dei prodotti. Le indagini stimano che i profitti ritenuti ingiusti superino i 2 milioni di euro. Accanto alla 37enne Ferragni, risultano imputati anche Fabio Maria Damato, suo ex collaboratore di fiducia, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia-Id, proprietaria del marchio Dolci Preziosi. Per Alessandra Balocco, amministratrice delegata dell’azienda dolciaria, il procedimento è stato archiviato a causa del suo recente decesso.
Le parti civili
Oltre a nonna Adriana, altre due associazioni dei consumatori, Adicu e Casa del Consumatore, hanno depositato in aula l’istanza per costituirsi parte civile. Diversa è invece la scelta del Codacons, che ha ritirato la propria denuncia dopo aver raggiunto un accordo economico con l’influencer nei mesi scorsi. Sarà il giudice della terza sezione penale, Ilio Mannucci Pacini, a decidere il prossimo 4 novembre se ammettere o meno le richieste delle associazioni. Nel frattempo, nonna Adriana potrebbe anche accettare una proposta di conciliazione dai legali di Ferragni, rinunciando così a restare parte civile nel procedimento.
