MILANO – La Procura di Milano ha formalizzato una pesante richiesta di condanna nei confronti dell’influencer Chiara Ferragni nell’ambito del procedimento giudiziario relativo alle operazioni commerciali legate al pandoro Balocco e alle uova pasquali Dolci Preziosi. Per il reato di truffa aggravata, l’accusa ha chiesto un anno e otto mesi. La medesima richiesta di un anno e otto mesi è stata avanzata anche per Fabio Maria Damato, all’epoca dei fatti braccio destro di Ferragni. Per Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, la Procura ha invece chiesto una condanna a un anno. Al centro della vicenda ci sono campagne promozionali di prodotti dolciari che, secondo l’accusa, sono state presentate dall’agenzia dell’influencer come strettamente legate a due distinte operazioni di beneficenza. La prossima tappa è fissata per il 5 dicembre, quando prenderanno la parola gli avvocati difensori Marcello Iannaccone e Marcello Bana, i quali mireranno a ottenere l’assoluzione per i loro assistiti.
Le indagini e le accuse
La richiesta di condanna avanzata oggi dalla Procura meneghina è il culmine di un’indagine sulle modalità con cui sono state gestite le operazioni di beneficenza collegate alla vendita di specifici prodotti griffati Ferragni. L’inchiesta si è concentrata sull’ipotesi di truffa aggravata, analizzando la comunicazione con cui era stata presentata al pubblico la correlazione tra l’acquisto dei prodotti e le donazioni in beneficenza. A seguito di questa apertura, Chiara Ferragni, Fabio Maria Damato e i rappresentanti legali delle aziende coinvolte, tra cui Balocco e Dolci Preziosi, sono stati iscritti nel registro degli indagati. Lo scandalo era esploso a Dicembre 2023, quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato le società di Chiara Ferragni e Balocco con una multa superiore al milione di euro, definendo la pratica commerciale relativa al pandoro “Pink Christmas” come scorretta.
Pink Christmas
La contestazione principale riguardava il fatto che la comunicazione lasciava intendere che una parte del prezzo di acquisto del pandoro avrebbe contribuito direttamente alla donazione all‘Ospedale Regina Margherita di Torino, mentre in realtà la donazione era già stata effettuata in cifra fissa prima dell’inizio della campagna commerciale. Le operazioni commerciali finite sotto la lente d’ingrandimento riguardano campagne risalenti al 2021 e 2022, incluse quelle sulle collaborazioni relative alle uova di Pasqua Dolci Preziosi, promosse come legate a donazioni in beneficenza a favore dell’Associazione “I Bambini delle Fate”. Anche qui, l’indagine ha cercato di chiarire la trasparenza e la correttezza delle comunicazioni tra l’acquisto da parte del consumatore e l’effettivo meccanismo della donazione.
La difesa
La difesa dovrà dimostrare l’assenza del dolo, elemento fondamentale per configurare il reato di truffa, che è quanto sempre sostenuto dall’imprenditrice digitale che aveva chiesto scusa con un video, proprio spiegando di aver agito male a livello comunicativo.
