Chieste condanne sino a 3 anni per la frana in Valmalenco che uccise Alabama

BESNATE – Prima udienza a Sondrio del processo con rito abbreviato per la frana di Chiareggio che, nell’agosto del 2020 costò la vita a tre persone – Alabama Guizzardi, 10 anni, di Besnate e Silvia Brocca e Gianluca Pasqualone, di Comabbio – e provocò il ferimento di altre due, tra cui un bambino di soli quattro anni.

Gli imputati

Ai tragici fatti seguì l’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Stefano Latorre che, ieri mattina, giovedì 25 settembre, in aula, ha effettuato la propria requisitoria parlando per più di un’ora e chiedendo, per i cinque imputati – l’attuale sindaco di Chiesa in Valmalenco, Renata Petrella, i tre sindaci che la precedettero, Fabrizio Zanella (dal 1998 al 2003); Christian Pedrotti (dal 2003 al 2008) e Miriam Longhini (fino al 2018) e il dirigente dell’ufficio lavori pubblici dell’Unione dei Comuni lombarda della Valmalenco, Elio Dioli – pene comprese fra i due anni e sei mesi e i tre anni di reclusione. Tre anni sono stati chiesti per Petrella e Dioli, in ragione delle maggiori responsabilità contestate, e due anni e sei mesi per i tre ex sindaci. Lo riporta La Provincia Unica Tv. 

Le accuse

Tutti gli imputati devono rispondere di omicidio e lesioni colpose, di mancata osservanza del Piano di assetto idrogeologico di Chiesa del 2001 e del Codice ambientale. Petrella e Dioli sono accusati anche di non aver attuato subito i piani di protezione civile volti a fronteggiare l’allerta meteo gialla diramata nei bollettini regionali dell’11 e 12 agosto 2020.

L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 9 aprile quando la parola passerà alle difese. In quella data potrebbe però non arrivare la sentenza, il processo potrebbe infatti essere di nuovo aggiornato per repliche e dispositivo.

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