CASORATE SEMPIONE – Undici colpi di cannone nel 2026 daranno il via alla undicesima edizione di San Tito, una manifestazione che ogni dieci anni e per dieci giorni trasforma Casorate Sempione nel paese dei fiori. A meno di un anno dall’evento, capace di richiamare anche più di 100mila visitatori, la Comunità Pastorale Santi Paolo e Barnaba organizza per il 4 ottobre (iscrizioni entro giovedì 2 ottobre attraverso i gruppi WhatsApp della parrocchia oppure in segreteria parrocchiale) una risottata pro San Tito. Durante la serata verranno presentati in anteprima i fiori che saranno utilizzati per allestire la scalinata della chiesa parrocchiale (nella foto in alto l’allestimento del 2016).
La festa di San Tito
La festa è nata novantanove anni fa da una intuizione dell’allora parroco don Luigi Mariani: in un paese funestato da divisioni politiche e spaccature sociali, decise di trasformare il quindicesimo centenario del martirio di San Tito, di cui Casorate conserva in un’urna le sacre reliquie, in un momento di coesione. Propose la festa dei fiori come rinnovato gesto di pacificazione e i casoratesi risposero all’appello del sacerdote prodigandosi per abbellire il paese con ghirlande di fiori di carta colorata. Un appello che rimane vivo ancora oggi, un secolo dopo.
I preparativi
I preparativi sono uno spettacolo nello spettacolo: nei giorni che precedono San Tito i casoratesi scendono in strada per trasformare il loro paese in un luogo fiabesco, in un clima – proprio come voleva don Mariani – di collaborazione e fratellanza. Ma i lavori di preparazione partono almeno due anni prima, con decine di persone radunate la sera negli scantinati a realizzare a uno a uno oltre un milione di fiori in cartapesta e plastica. Senza poi contare gli allestimenti, le luminarie e naturalmente l’organizzazione degli eventi che animeranno la manifestazione. Don Stefano Venturini, parroco dell’ultima edizione datata 2016, la definì “un interessantissimo enigma di antropologia culturale”. E’la festa di San Tito.
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