VARESE – Ci riprova Francesco Tomasella, ex candidato sindaco di Varese e convinto oppositore delle restrizioni Covid in tempo di lockdown, condannato in primo grado lo scorso 10 giugno dai giudici del tribunale di Varese a 11 anni e 3 mesi.
Domiciliari e braccialetto elettronico
Il prossimo 7 ottobre, assistito dall’avvocato Nicola Giannantoni, Tomasella comparirà davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Milano per chiedere la scarcerazione. I giudici del Tribunale delle Libertà hanno infatti dichiarato ammissibile il suo ricorso. L’attivista no vax per la terza volta (lo aveva già fatto in udienza e lo ha rifatto poi in agosto ricevendo due no come risposta) tornerà a chiedere di poter andare agli arresti domiciliari nel Lazio (alcuni famigliari residenti al Circeo si sono resi disponibili ad ospitarlo) con braccialetto elettronico e divieto di contattare con qualunque mezzo la presunta vittima.
Aggredito in carcere
In questo modo Tomasella spera di poter uscire dal carcere di Pavia dove è detenuto dal maggio 2024 e dove qualche settimana fa ha subito un’aggressione da parte di altri reclusi. Contemporaneamente il difensore è al lavoro per presentare il ricorso in Appello, Tomasella ha infatti sempre negato gli abusi sull’ex che lo ha denunciato proclamandosi «Prigioniero politico» al momento del pronunciamento del verdetto di primo grado.
Varese, Tomasella condannato a 11 anni e 3 mesi. «Sono prigioniero politico»
