Un autunno ciclistico folle, da fuori di testa. Calendari buttati lì senza senso, scelte assurde, appuntamenti che si rincorrono, corse che si accavallano. Settimana scorsa in Ruanda ci sono stati i Mondiali, dopo una settimana ecco in Francia gli Europei. Percorsi anche simili, ovviamente stessi favoriti. Un autogol pazzesco quello della Uec (Unione ciclistica europea) perché era fin troppo evidente che la maglia bianca a strisce azzurre, quella appunto di campione continentale per un anno non si vedrà. Non serviva accarezzare la lampada magica per far uscire un genio del marketing. Ci arrivava anche un bambino dell’asilo.
Oggi, per esempio, si correva la prova a cronometro. E, cvd (come volevasi dimostrare), vittoria a mani basse di Remco Evenepoel che – in maglia iridata – si conferma il più forte specialista delle cronometro. Il belga nelle gare contro il tempo sembra imbattibile. Campione belga, mondiale e olimpico, ora anche europeo ma, come dicevamo, questa maglia non la indosserà mai. In Francia, lungo i 24 km da Loriol-sur-Drôme a Étoile-sur-Rhône oltre che per l’altimetria resi ancora più duri da un forte vento, ha vinto a quasi 51 di media. Filippo Ganna, che ha chiuso, a 43″ si deve accontentare della medaglia d’argento. Terzo il danese Niklas Larsen a 1’08” dal vincitore.
“Ho fatto la mia gara e sono contento della prestazione – ha spiegato Ganna -. Non pensavo che Remco riuscisse a recuperare le fatiche del mondiale in così poco tempo. E’ stato bravo, ha fatto un tempone, non ho nulla da rimproverarmi.”
Tra le donne stessa scena, protagonista la svizzera Marlen Reusser e altra maglia di campionessa europea che resterà nel cassetto. Se per le donne nella corsa su strada questo rischio non si correrà è solo perché la campionessa mondiale qui non corre essendo canadese. Ma domenica tra gli uomini, chi può battere Tadej Pogacar? Alla vigilia verrebbe da dire nessuno, quindi se le cose andranno nella normalità altra maglia invisibile. Davvero geniale.
Ma mica finita qui. Eh no. Domenica in concomitanza all’Europeo si corre anche la Coppa Agostoni; il giorno prima c’è in programma il Giro dell’Emilia; il giorno dopo la Bernocchi. Tre corse che nessuno ha pensato di tutelare. Il silenzio della Lega del consiglio professionistico e del suo presidente, l’onorevole Pella, è imbarazzante. In fotografia l’onorevole Pella viene bene, per promuovere le sue iniziative tipo la “Coppa Italia delle Regioni” si impegna molto (anche se poi interessa a chi?,) ma per tutelare l’attività che cosa ha fatto? Forse queste corse, che non sono di Rcs sono d’importanza molto minore? Eppure sul sito istituzionale si legge: “La Lega del Ciclismo Professionistico è l’organismo che ha il compito di gestire il movimento del ciclismo professionistico italiano su espressa delega della Federazione Ciclistica Italiana”.
Il problema comunque tocca anche squadre e corridori. Se un team ha bisogno di punti per le classifiche Uci, manda volentieri un suo uomo all’Europeo a fare presenza quando potrebbe fare risultato in Italia? No, parliamone.
In tutto questo marasma però c’è una buona notizia di giornata: Federica Venturelli è campionessa europea crono under 23. La ragazza cremonese è l’ennesimo prodotto di una scuola italiana d’oro messa in piedi anni fa da un grande tecnico, Edoardo Salvoldi. La Venturelli ha talento, ora non bisogna spremerla come un limone, cosa successa in passato per avidità con Letizia Paternoster.
