CARONNO PERTUSELLA – «Facciamo chiarezza». Doppia replica, dal sindaco Marco Giudici e dalla segreteria del PD, all’attacco lanciato in consiglio comunale dai consiglieri del Gruppo Misto Francesca Rossetti e Anthony Sunil, che nella seduta del 30 settembre ha motivato il voto contrario al bilancio consolidato del Comune puntando il dito contro la gestione di Fondazione Artos. «Un passo falso – attacca il sindaco Giudici – intervento scorretto e ristretta visione».
Il sindaco: «Accuse infondate»
Il sindaco di Caronno Pertusella non usa giri di parole: «L’intervento del consigliere Rossetti è stato un riprovevole quanto infimo attacco alla Fondazione Artos e alla sua struttura dirigenziale che oggi gestisce una realtà con 60 dipendenti e 1,8 milioni tra ricavi e contributi. Un fiore all’occhiello del nostro Comune». Nel dettaglio il primo cittadino ricorda le «incomprensioni» con l’Agenzia delle Entrate prima dell’istituzione della figura del direttore retribuito (giunta Bonfanti, 2011-2016) e chiarisce che, sui 38mila euro a bilancio per il compenso del direttore, «l’importo netto ammonta a 15.600 euro annui, 1.300 euro mensili». A fronte di un impegno cresciuto negli anni: 60 dipendenti rispetto ai 36 del 2017, e ricavi più contributi comunali saliti dai 858mila euro del 2016 a oltre 1,8 milioni nel 2024. «Proporre di affidare i servizi a delle cooperative – ribatte Giudici alla proposta del gruppo misto – significherebbe peggiorare le condizioni dei lavoratori. Oggi l’intervento di Artos è richiesto anche da altri territori per l’assistenza ai disabili, sintomo di eccellenza dei servizi erogati».
Il PD: «Disertano le riunioni, no lezioni»
A rincarare la dose arriva anche il circolo cittadino del Partito Democratico, che in un lungo comunicato entra nel merito delle accuse e dei rapporti interni al partito, chiamando direttamente in causa i due consiglieri del Gruppo Misto, Rossetti e Sunil: «Se avessero partecipato alle riunioni del direttivo del circolo – scrive il PD – avrebbero potuto verificare il lavoro svolto per promuovere la campagna sul salario minimo. Ma dai verbali risulta che la consigliera Rossetti è stata assente 14 volte su 18, mentre il consigliere Sunil non ha mai partecipato. Le decisioni nel nostro partito si prendono negli organismi dirigenti preposti».
«Salario minimo, una nostra battaglia»
Il PD rivendica il proprio impegno sulla proposta di legge per il salario minimo: «La nostra battaglia è chiara: vogliamo una norma nazionale che preveda una retribuzione oraria non inferiore a 9 euro lordi. Il contratto Uneba, applicato ai lavoratori di Fondazione Artos, prevede oggi 8,66 euro al livello più basso, che saliranno a quasi 9 euro con l’aumento di marzo. È evidente che il problema è politico e nazionale, non locale». E l’affondo arriva contro il governo: «Questo centrodestra ha impugnato la legge toscana che prevedeva incentivi alle aziende che pagano almeno 9 euro all’ora, e ha svuotato in Parlamento la proposta delle opposizioni. Parlano di tutela dei lavoratori ma ostacolano chi vuole davvero garantirla».
«Artos lavora bene, accuse offensive».
Infine, il circolo guidato dal segretario cittadino Maurizio Lattuada si schiera senza esitazioni a difesa della Fondazione Artos: «L’attività che svolge e chi la gestisce hanno il nostro apprezzamento e il nostro sostegno per aver dimostrato di aver lavorato con la massima trasparenza, un occhio vigile alle fasce più deboli, introducendo nuovi servizi e ampliando quelli esistenti». Un passaggio anche sulla coerenza politica: «I due consiglieri non hanno mai posto alcuna questione su cui erano in disaccordo, tant’è che Rossetti, fino ad aprile, coordinava il gruppo di lavoro sul “Progetto Giovani”. Il mese dopo entrambi hanno dato le dimissioni dichiarando di non condividere alcune prese di posizione».
Caronno Pertusella, Rossetti e Sunil: «Salario minimo, il Pd tradisce i suoi principi»
