Varese, picchiata e perseguitata dall’ex: la Polizia la salva in sette minuti

como auto polizia

VARESE – Sette minuti. Tanto è durata la chiamata che ha salvato una 19enne dal suo aggressore. Il fatto è accaduto martedì 14 ottobre a Varese. La ragazza era stata picchiata dall’ex di 45 anni, italiano, con precedenti e volto noto alle forze dell’ordine, alla fermata dell’autobus.

Il senso civico lontano dai social

L’aveva picchiata, a quanto pare, per l’ennesima volta. Non voleva lasciarla andare quella giovanissima che aveva detto basta alla loro relazione. Le botte si erano consumate davanti a qualche testimone uno dei quali, che conosce la 19enne, non si era fatto gli affari suoi per una volta. Non ha chattato con gli amici, non ha messo post stile “è una vergogna” oppure “Varese non è sicura” sui social, ma con un gesto semplice, consapevole e civile ha chiamato il 112. E ha spiegato a cosa aveva appena assistito. 

L’importanza di denunciare

La chiamata è stata girata alla sala operativa della Polizia di Stato. E lì è subentrata la professionalità. Avuti i dati della giovane i poliziotti si sono messi alla ricerca della vittima. Vittima che l’ex violento lo aveva già denunciato. Non per atti persecutori, ma per revenge porn. Denunce recentissime, tanto da non essere ancora approdate a provvedimenti nei confronti del 45enne. Gli agenti in pochi minuti hanno identificato la ragazza e hanno rintracciato il suo numero di cellulare. Detta così sembra semplice, ma è come cercare un ago in un pagliaio. Avuto il numero sono stati i poliziotti a chiamare la 19enne nel frattempo salita sul bus seguita dal suo aggressore.

Quei sette minuti al telefono

Sette minuti sono bastati agli agenti per ottenere la fiducia della ragazza e individuare l’autobus sul quale la 19enne viaggiava, insieme al suo aggressore. Le Volanti, intanto, erano già per strada. La vittima dell’aggressione non ricordava il numero della corsa extraurbana che la stava trasportando (e chi, pur in condizioni normali lo saprebbe fare?) ed è a quel punto che è entrata in campo l’empatia e la conoscenza del territorio degli agenti. Il bus andava rintracciato, e la 19enne ha risposto alle domande precise dei poliziotti.

La conoscenza del territorio

Cosa vedi dal finestrino? C’è una rotonda? C’è un supermercato? Lei ha paura e risponde a monosillabi. Ma le donne e gli uomini della Questura, che il territorio lo conoscono, compongono il tracciato e la trovano. Trovano quel bus doppio, extraurbano, affollato, sul quale viaggiano nell’incosapevolezza generale una giovane donna e il suo persecutore. Le Volanti arrivano e fermano la corsa. Salgono le divise, è un attimo: la 19 enne si alza e dice «mi ha picchiato ancora», e si affida ai poliziotti. Che fanno scattare le manette ai polsi del 45enne che oggi comparirà davanti al Gip per la convalida dopo essere stato portato in carcere.

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