VARESE – Ha militato a lungo in Forza Italia e del partito di Berlusconi per anni è stato l’alfiere in provincia di Varese. Ma a proporre il suo inserimento nel Famedio cittadino è stata la Lega e non i rappresentanti del suo partito di appartenenza. Stiamo parlando del senatore Antonio Tomassini, scomparso lunedì 13 ottobre dopo un’infezione fulminante.
La proposta Lega
A proporre l’inserimento del nome del senatore Tomassini nel Famedio varesino è stata la Lega e il proponente è il consigliere Stefano Angei. Per onor di cronaca, Tomassini da qualche anno non era più iscritto a Forza Italia. Lui amava dire di essere (politicamente) prima di tutto democristiano («Ho lo scudo crociato tatuato sul cuore», ha detto più volte con il sorriso sulle labbra), anche se negli ultimi anni della sua parabola politica è stato vicino a Italia Viva di Matteo Renzi prima e poi seguito l’ascesa di Fratelli d’Italia senza mai aderire al partito di Giorgia Meloni. Per questo fa specie che a proporre l’inserimento di Antonio Tomassini nel Famedio varesino sia il partito che è sempre apparso il più distante dai suoi valori e dalla sua politica “Antica” – la definisce così Angei, ma non in senso dispregiativo -.
Le motivazioni
Tra le motivazione che Angei cita per sostenere l’inserimento nel Famedio ci sono: l’eccellenza medica; il servizio parlamentare: per 17 anni è stato senatore; il radicamento civico; la testimonianza etica e istituzionale. Mercoledì 22 ottobre invece, Antonio Tomassini verrà ricordato anche in Senato a Roma.
