Contro Malpensa il team delle donne: «Al lavoro per la salute». Tavolo col prefetto

MALPENSA – Malpensa, il suo territorio e quei «problemi» che spesso mettono in moto la macchina della protesta: comitati che, in difesa dell’ambiente e della salute, alzano la voce. Questa volta, l’azione è (quasi) tutta al femminile: «Un’iniziativa partita dall’esigenza che hanno sentito le donne, con la sensibilità da mamme e da nonne che ci hanno spinto a prendere una posizione decisa», dice la referente Sonia Scandolara, del comitato Salviamo la brughiera. Un gruppo che coinvolge anche altre realtà che condividono gli stessi obiettivi. E che oggi, 24 ottobre, si sono riunite al circolo Quarto Stato di Cardano al Campo per fare il punto su richieste e iniziative. A partire dal recente incontro che si è svolto al tavolo del prefetto Salvatore Pasquariello, insieme allo staff di Enac e Sea.

dossier tavolo prefetto donneOra l’assemblea

«Abbiamo messo giù diversi documenti, a seguito di una serie di ricerche», racconta Scandolara. «Abbiamo sentito anche il Parco del Ticino e i sindaci del territorio. E la situazione legata a Malpensa è pesante: basta tergiversare, serve un’azione condivisa tra ambientalisti e istituzioni». Per questo motivo è stata chiesta un’assemblea pubblica «almeno una volta all’anno», per «spiegare le scelte programmatiche individuate». L’appuntamento – «dopo dieci anni che non si convocava» – è previsto «entro fine novembre», data emersa a seguito dell’incontro che le ambientaliste hanno avuto proprio questa mattina con Claudio Montagnoli, presidente di turno del Cuv e sindaco di Arsago Seprio.

Le richieste

Poi ci sono i contenuti delle richieste, già inseriti all’interno di un dossier puntuale. Tra cui «la necessità a realizzare un nuovo Piano d’Area, scaduto nel 2009, con relativa Vas. Possibile che Regione non abbia ancora dato la disponibilità per questa fondamentale azione?». E poi: «Abbiamo chiesto di pubblicare anche i Piani regionale e nazionale degli aeroporti». Fino all’esigenza di «avere nuove strade per il trasporto di merci, considerando che Malpensa movimenta il 75% del cargo a livello nazionale».
Lo ha precisato anche Anna Armenio, del gruppo territoriale No alla grande Malpensa: «Non sono soltanto delle proposte. Ci mettiamo anche a disposizione per trovare soluzioni condivise, tra ambientalisti e amministrazioni». Tra le priorità anche «la mappatura per l’inquinamento acustico e quello del territorio».

Il tavolo col prefetto

L’incontro col prefetto, per discutere tutti i temi legati a Malpensa, «si è svolto insieme alle autorità aeroportuali», le parole di Nicoletta De Stefano del comitato Salviamo la brughiera. Che aggiunge: «Avremmo voluto parlare anche con le istituzioni», insistendo sull’importanza di avere un confronto grazie a un’assemblea pubblica. «Un modo per dire che ci siamo».
Patrizia Marziali del comitato Territoriale Malpensa si è concentrata sui «tanti problemi e disagi» che impattano sulla popolazione. Diversi i temi toccati: delocalizzazione, centraline, sperimentazione e zonizzazione acustica, ma anche sicurezza. Presenti anche Margherita Martignoni degli Amici della terra Varese e Fulvio Arcarese del comitato Salviamo al brughiera.

Il risvolto sociale

Tra i firmatati del dossier anche Carmelo Fotia, sindacalista di Adl. Che si è concentrato su temi come «la sostenibilità ambientale e sociale». Focus sui «servizi appaltati in aeroporto, con condizioni economiche e sociali minoritarie rispetto a quelle precedenti: Sea sta sfoltendo il personale e sta riducendo i costi di gestione». Con l’intervento del prefetto, l’obiettivo è «sensibilizzare le forze politiche e i Comuni del Cuv affinché si possano tutelare i cittadini sugli aspetti ambientali ed economici».

«In un dossier tutti i nodi irrisolti di Malpensa»

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