Varese, «Una sanità migliore parte dal dialogo tra ospedale e medici di base»

VARESE – Le case di comunità come punto di riferimento tra la sanità specialistica e quella di base. Ma poi a creare il dialogo tra i medici specialistici e quelli di medicina generale ci devono pensare i camici bianchi. E la necessità di dare vita a confronto continuativo tra il mondo ospedaliero e quello della medicina di base è stato il tema affrontato oggi, sabato 25 ottobre, durante il convegno organizzato dal professor Federico Deho, direttore dellaStruttura Complessa di Urologia dell’Asst Sette Laghi all’ospedale di Circolo di Varese.

I bisogni della Sanità

Il convegno, che ha affrontato e approfondito tematiche sanitarie, in apertura ha anche offerto una serie di riflessioni sulla sanità. E a portare la necessità di completare una riforma più aderente ai cambiamenti sociali e ai bisogni dei cittadini sono stati il governatore della Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Varese Davide Galimberti e, con una serie di dati a supporto, il direttore generale di Asst Sette Laghi Mauro Moreno. Presenti in sala anche i consiglieri regionali Emanuele Monti e Giacomo Cosentino.

«La politica – ha affermato Attilio Fontana – purtroppo specula ancora sulla Sanità poiché, diciamolo pure, è un settore nel quale si cercano e si trovano consensi. Oggi invece siamo chiamati a una grande sfida che non ha colore politico. Due dati. L’Ats a Milano opera su un bacino di 3milioni e 200mila persone. Nel 2024 sono state erogate 60 milioni di prestazioni ambulatoriali per una media di 18 prestazioni pro capite. Eppure a Milano ci sono anche persone che non hanno avuto necessità sanitarie. Questo per dire che occorre ragionare su un sistema di medicina di base che alleggerisca il sistema ospedaliero».

Sul concetto di una politica sanitaria meno partitica ha riflettuto anche il sindaco Davide Galimberti: «Ci sono ambiti in cui la politica deve mettere da parte le divisioni e lavorare in sinergia. Uno di questi è la sanità e in tal senso Varese è un modello».

Fontana e Galimberti hanno poi concordato che «il tema del congresso presieduto da Federico Deho è centrale per la sanità odierna, che si deve basare proprio sul dialogo tra medici specialistici ospedalieri e medici di base». Riuscire a ricostruire una medicina territoriale permetterebbe di alleggerire il sistema ospedaliero.

Innovazione e cambio culturale

Sul rapporto tra la nuova offerta sanitaria e la vecchia risposta del paziente ha riflettuto il direttore generale di Asst Sette Laghi Mauro Moreno. «Dobbiamo continuare a investire sulle tecnologie, ma anche sul cambiamento culturale dei pazienti. Oggi abbiamo strumenti nuovi che devono entrare a regime quanto prima. Mi riferisco ad esempio al fascicolo sanitario digitale che deve essere completo accessibile a tutti i medici, ma anche alle case di comunità. Però non possiamo trascurare la cultura sanitaria radicata nella nostra società che va cambiata. Un esempio? Gli screening. Non è il caso della Lombardia, ma non possiamo avere aree del nostro paese in cui screening e prevenzione non arriva a toccare il 10% della popolazione».

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