BUSTO ARSIZIO – La protesta contro la chiusura dei varchi agli incroci di viale Boccaccio irrompe a Palazzo Gilardoni e il sindaco Emanuele Antonelli apre al dialogo con i residenti di via Cardinal Ferrari, che si sono presentati con tanto di striscione davanti al Municipio. «Lasciateci provare per un mese, o anche meno. Ma non possiamo accontentare tutti» le parole del sindaco nel breve faccia a faccia che ha avuto, insieme al consigliere delegato alla viabilità Alex Gorletta e al comandante della Polizia locale Stefano Lanna, con i manifestanti.
Il faccia a faccia
«Per cento persone penalizzate in via Cardinal Ferrari io ne ho diecimila che ogni giorno mi stressano per le code infinite ai semafori di viale Boccaccio» ammette il sindaco Antonelli, sceso ad incontrare i manifestanti prima dell’inizio della seduta del consiglio comunale. «Vogliamo solo fare una sperimentazione per studiare quale sia la soluzione migliore». Il sindaco, affiancato dal consigliere Gorletta, ha ripercorso anche le motivazioni della rivoluzione ai semafori del 2021, quando furono introdotte le corsie di svolta che hanno generato le code: «Una questione di sicurezza, ci sono stati troppi incidenti e la Polizia locale ci ha chiesto di modificare i semafori».

E di fronte alle insistenze dei residenti di via Cardinal Ferrari, Antonelli si è impegnato a «venire incontro» alle loro istanze, ma senza promettere nulla. Un’apertura al dialogo, anche perché il delegato alla viabilità ha ricordato che «la sperimentazione non inizierà domani mattina». C’è tempo per verificare ulteriori correttivi, forse. O per ridurre la durata prevista della sperimentazione: dall’annunciato anno il sindaco è già sceso prima a «due-tre mesi» e poi a «un mese o anche meno».
Le richieste
“No alla chiusura del varco in via Cardinal Ferrari” si legge sullo striscione ma anche sulle magliette che ricordano quelle delle storiche proteste “No Accam” di alcuni anni fa. «È stato un fulmine a ciel sereno, non era chiaro che tra i varchi chiusi ci fosse anche il nostro incrocio» sostiene Rita Bandera, tra le promotrici del sit-in, che si accompagna ad una raccolta firme avviata nel quartiere. «Per andare a usufruire di qualsiasi servizio a Borsano dovremo percorrere due chilometri di strada fino alla rotonda di Santa Croce e poi tornare indietro per altri due chilometri. Le scuole, l’asilo, le Poste, le farmacie, i negozi, sono tutti sull’altro lato del viale Boccaccio. E via Cardinal Ferrari è l’unica a non avere altri sbocchi, perché noi abbiamo dietro il Parco Alto Milanese».

Inoltre, fanno notare i residenti, nella via ci sono anche il campo da calcio della Borsanese e dei Blue Storms di football americano e pure un’azienda – la Nupi – con i Tir che vanno e vengono. Scegliamo il male minore – l’appello da via Cardinal Ferrari – mettete le telecamere ai semafori contro i furbetti che si incolonnano nella corsia di svolta e poi tirano dritti, oppure lasciamo libere le due corsie come prima».
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busto arsizio viale boccaccio – MALPENSA24

