CADREZZATE – Un’evasione rocambolesca quella di Castelfranco Emilia, dove Elia Del Grande, ristretto per scontare una misura di sicurezza, in quanto ritenuto soggetto pericoloso, «è riuscito a calarsi dal muro di cinta con una rudimentale fune, ricavata dall’unione di diversi fili elettrici». Lo fanno sapere Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del sindacato Sappe e Francesco Campobasso, segretario nazionale dello stesso sindacato di polizia penitenziaria.
Il no della famiglia
Del Grande, 49 anni, fu il protagonista di un efferato fatto di sangue consumatosi a Cadrezzate. Quando, nel 1998, sterminò l’intera famiglia assassinando il padre, la madre e il fratello. A scatenare la furia omicida che portò a quella che fu definita “la strage dei fornai” (vittime e omicida lavoravano tutti nel forno di proprietà vicino alla casa di famiglia) fu il “no” di genitori e fratello alla volontà del 49enne di sposare una giovane originaria di Santo Domingo. L’assassino disse semplicemente: «hanno avuto quello che meritavano». Del Grande, condannato a primo grado a tre ergastoli, si vide poi ridurre la pena a 30 anni in Appello.
Del Grande e il Varesotto
Dopo aver scontato 25 anni, e essere stato in comunità sia in Toscana che in Sardegna (dove vive una delle ex del fuggitivo), il 49enne era in libertà vigilata. Libertà vigilata di cui l’uomo aveva più volte violato le limitazioni tanti da portare al provvedimento che lo scorso 23 settembre, lo aveva rinchiuso nella comunità di lavoro dalla quale è fuggito. I carabinieri lo avevano prelevato proprio a Cadrezzate dove Del Grande ha ancora delle proprietà. A Besozzo, invece, l’uomo aveva una frequentazione femminile, poi terminata. Le ricerche del fuggiasco, considerato socialmente pericoloso, sono estese a tutto il territorio italiano. Massima attenzione è riservata ai luoghi, tra questi il Varesotto, la Sardegna e il Piemonte, dove Del Grande potrebbe avere ancora dei legami.
La critica del Sappe
Il Sappe, intanto, è estremamente critico nel commentare la fuga: «L’allontanamento dalla casa di reclusione, denota la scarsa sicurezza della struttura, dove convivono detenuti ed internati. Gli internati presenti – spiega il principale sindacato di Polizia Penitenziaria in una nota – sono 45 e i detenuti 40, un’ingiustificata e ingiustificabile promiscuità, trattandosi di soggetti con caratteristiche completamente diverse che richiedono anche una gestione altrettanto diversa. Tale promiscuità non consente di garantire la sicurezza richiesta, anche alla luce delle carenze di personale presenti nell’istituto. La forza operativa dovrebbe essere di oltre 100 unità, invece è di 62».
Sterminò la famiglia a Cadrezzate, Del Grande fugge dalla comunità. E’ pericoloso
fuga elia del grande – MALPENSA24
