Tradate, «casa della cultura da salvare, un museo alla Parrocchia di Santo Stefano»

TRADATE – «Casa della Cultura da salvare, c’è ancora un anno di tempo». L’appello è di Giampaolo Cisotto, architetto e già insegnante all’Istituto Magistrale e al Liceo Scientifico “Curie” di Tradate, che chiede di «volare alto» e propone di trasformare in «un museo della vita religiosa» tutta l’area della Parrocchia di Santo Stefano. «Una risposta alla crisi delle nostre radici cristiane – spiega Cisotto – vanno riscoperte e consolidate perché il mondo occidentale ha perso di vista i suoi valori che sono stati alla base di un progresso non pienamente riuscito».

Il conto alla rovescia

«Abbiamo ancora un anno per valutare il destino di questa porzione delle opere parrocchiali – sostiene Cisotto – la Casa della Cultura è stata edificata nel 1957 e dopo 70 anni scatterà il vincolo monumentale, per cui entro il 2026 si possono avanzare proposte. Certo, è una decisione che si poteva prendere prima, senza ridursi all’ultimo; infatti è da decenni che lo spazio culturale è sottoutilizzato e abbandonato, ma non è ancora fatiscente (lo dico da architetto). Destino simile è anche quello dell’attiguo Oratorio Femminile». La sua è una proposta che, ammette, «sembrerà “ardita” o addirittura utopistica, soprattutto se si ragiona in termini di costi economici, ma qualche volta “volare alto” potrebbe essere salutare».

La proposta

È un’idea che «coinvolge tutta l’area delle opere parrocchiali di via Santo Stefano». Cisotto invita a «spostare la cappella delle funzioni feriali dove c’è la platea del teatro e all’ultimo piano le abitazioni del clero, mentre al piano del mezzanino ci sarà la segreteria parrocchiale. Inoltre al piano terreno un passaggio consentirà di accedere al parcheggio aggiuntivo». Spostamenti di funzioni che «consentono di ricavare spazi per il museo della vita religiosa», perché «ogni chiesa, oltre a svolgere funzioni sacre, è anche un museo per le opere d’arte che contiene». Per l’architetto anche «la chiesa va considerata come parte di un percorso museale in cui
quadri, sculture e affreschi ci parlano con il linguaggio delle immagini». Il suo progetto la modificherebbe in alcune parti: «nel deambulatorio anulare saranno collocati i confessionali, ma si potrebbero ricavare anche altri due altari dedicati a santi recenti», mentre «da un punto di visita simbolico sarebbe interessante spostare l’altare maggiore sotto la cupola».

Il percorso museale

Il percorso proseguirebbe «con la cappella di Sant’Agapito, che diventa anche sala per conferenze: oltre agli affreschi del Rossi ci saranno quadri ora esposti altrove – prosegue Cisotto – la sacrestia mantiene la sua funzione, ma attraverso nuove finestre si apre alla fruizione “turistica”». Quindi prevede «l’attraversamento di un chiostrino ricavato dall’attuale cortile, per poi accedere alla parte del museo dove si troverà esposto il materiale archivistico e bibliografico, ovvero il linguaggio delle parole. Gli studiosi potranno consultare i documenti seguendo la prassi consueta, mentre per i visitatori verrà predisposto un percorso museale finalizzato alla conoscenza delle istituzioni religiose locali». E ancora, all’angolo tra il chiostrino (con al centro la statua di San Cristoforo) e il sagrato «si può collocare un bar con bookshop a supporto del museo e per vivacizzare l’area», con degli specchi per illuminarla. Infine l’ex Oratorio femminile «potrebbe essere destinato all’ampliamento della Fondazione Velini».

Il Seprio nel medioevo con l’Atlante del tradatese Giampaolo Cisotto

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