SUMIRAGO – “Non esiste nulla di più sacro dell’infanzia e nulla di più vergognoso della guerra e della violenza che la distrugge”: oggi, martedì 4 novembre, Yvonne Beccegato, sindaco di Sumirago, ha richiamato le parole di António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, per inaugurare al polo scolastico e sportivo di via Carducci il nuovo monumento, «realizzato – queste le parole di Maurizio Falcetti, presidente della Pro Loco – in ferro, un materiale che non si spezza facilmente» per ricordare tutti quei bambini che, a causa dei conflitti, «volevano giocare ma hanno trovato solo paura e silenzio, e non hanno potuto vivere la loro infanzia».
L’aquilone e il desiderio incompiuto
La cerimonia, che si è aperta con l’alzabandiera e l’inno d’Italia, si è svolta alla presenza dell’assessore Fortunato Denti, dei consiglieri comunali Emanuele Cazzoli e Silvana Giamberini, dei rappresentanti della Croce Rossa, della Protezione civile e delle associazioni d’arma, tra cui il gruppo degli Alpini di Quinzano guidato da Walter Bianchi.
Nella giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, in cui viene ricordato il sacrificio dei caduti di tutte le guerre e di coloro che hanno servito e protetto la Repubblica, è stata scoperta la lamiera metallica in cui è scolpita l’immagine di un bambino che gioca con un aquilone, «un bambino stilizzato e un po’ etereo, con il suo desiderio incompiuto, che rappresenta le esistenze spezzate di tutti i bambini del mondo che non potranno mai vivere i momenti gioiosi dell’infanzia».
I lavori realizzati dagli studenti
Un gesto «semplice ma potentissimo: rendere visibile l’invisibile, il dolore dei bambini vittime delle violenze» in un simbolo di «tutti i sogni che dovranno realizzarsi». Il valore, espresso dal monumento ideato dalla Pro Loco, dell’educare a tolleranza, rispetto e solidarietà è stato rafforzato dalla sua posizione vicino alle scuole, dove – così Bianchi – «si costruisce la pace e si formano uomini e cittadini»; intento suggellato, dopo la benedizione di don Roberto Dimarno, dalla deposizioni dei fiori per mano dei ragazzi di quinta della scuola primaria e di quelli della secondaria. Assistiti dalla professoressa Annamaria Cozzi, e insieme ad Alessio Medde e Ludovico Trapella, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consiglio dei Rappresentanti degli Alunni, gli studenti hanno letto i loro pensieri e mostrato le opere create per l’occasione e dedicate a un futuro di pace.
Medico legnanese vara Fondazione per curare i bambini vittime delle guerre
