Lavoratrice licenziata dopo tumore a Rescaldina: vertenza sindacale della Cgil

RESCALDINA – L’azienda Recuperator di Rescaldina conferma il “licenziamento” di una lavoratrice somministrata, operata in seguito a un tumore. E la Cgil Ticino Olona promuove una vertenza per uso improprio del contratto di staff leasing e per discriminazione.

«Abbiamo atteso fino al 4 novembre nella speranza che Recuperator rivedesse la propria posizione e ritirasse il “licenziamento” di Rosaria F. – osservano oggi, martedì 18 novembre, Giorgio Ortolani della Nidil-Cgil e Antonio Del Duca della Fiom-Cgil territoriali – Purtroppo, Recuperator ha confermato la propria scelta di allontanare dall’azienda una lavoratrice somministrata che vi lavorava dal gennaio 2022. Unica sua colpa: aver contratto un tumore per cui è stata operata nel marzo scorso. In giugno Rosaria è rientrata in Recuperator sul proprio posto di lavoro, dove è stata fino al 4 di questo mese. Va rilevato che, mentre Recuperator comunicava alla agenzia per il lavoro da cui dipende Rosaria la fine missione, la stessa Recuperator procedeva ad assumere altri lavoratori somministrati con un’altra agenzia e alcune delle lavoratrici assunte venivano inserite nella posizione lavorativa di Rosaria».

«Molti precedenti favorevoli ai somministrati»

Per il sindacato, è l’ennesima discriminazione nei confronti dei lavoratori somministrati, cioè quelli assunti da terzi tramite un’agenzia da cui formalmente dipendono. «Un tale comportamento non sarebbe stato possibile se Rosaria, invece di essere una lavoratrice somministrata a tempo indeterminato in staff leasing, fosse stata una lavoratrice direttamente assunta da Recuperator – rimarcano Ortolani e Del Duca – Per questo, insieme alla vertenza per uso improprio del contratto di staff leasing, valuteremo la possibilità di promuovere una vertenza per discriminazione.

«Sono circa 500.000 i lavoratori somministrati che operano ogni giorno nelle aziende italiane: di questi, poco più di 2/3 a tempo determinato e 1/3 (148.730 a ottobre 2025) a tempo indeterminato. Tutti loro, come Rosaria, rischiano di vedersi privare del lavoro dalle aziende che li utilizzano senza che venga neppure formalizzata la motivazione del loro allontanamento. Troppo spesso le aziende utilizzatrici, come è in questo caso Recuperator, hanno utilizzato e utilizzano in modo surrettizio e abusivo il contratto di somministrazione prolungandolo per anni, invece di procedere all’assunzione diretta del lavoratore. Questo modo di agire vìola il carattere della temporaneità della somministrazione previsto dalla direttiva 2008/104/Ce. Diverse sentenze della Corte di Giustizia europea chiariscono che il lavoro tramite agenzia interinale nella stessa impresa utilizzatrice non può diventare una situazione permanente. Come organizzazione sindacale – concludono i sindacalisti della Cgil Ticino Olona – abbiamo già promosso diverse vertenze per lavoratori che sono stati per anni impiegati come somministrati nella medesima azienda. Vertenze che hanno tutte avuto un esito positivo per i lavoratori».

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