OGGIONA CON SANTO STEFANO – Chiudere la scuola primaria di Santo Stefano e accorparla con quella di Oggiona? Una suggestione che fa discutere in paese. Ed è il centrodestra di Progetto Comune a (ri)accendere i riflettori su una proposta che già nei primi anni Duemila – durante il secondo mandato di Sergio Risetti – aveva sollevato polemiche. Monta un’altra volta il caso.
Due scuole in una
L’opposizione di Progetto Comune, nello specifico, fa riferimento all’intervento che il capogruppo di maggioranza Andrea Malnati ha pronunciato in consiglio comunale lo scorso luglio, durante il dibattito sull’alienazione di Villa Colombo. «Ha dichiarato che bisogna essere lungimiranti, ipotizzando la possibilità – entro pochi anni – di chiudere la scuola General Cantore di Santo Stefano e accorpare le elementari in un unico plesso a Oggiona», riporta il documento presentato dal centrodestra per avere chiarimenti, in aula, da parte del sindaco Franco Ghiringhelli e da tutta la maggioranza di Obiettivo Comune. «Lasciamo ai cittadini la facoltà di giudicare questa amministrazione, che ha deciso di vendere Villa Colombo patrimonio storico della comunità. Non solo, ha anche espresso l’intenzione di chiudere la scuola primaria a Santo Stefano».
Sempre meno bambini
È proprio Malnati a spiegare la sua posizione. «Giustificando la decisione di vendere Villa Colombo, ho fatto un paragone con le scuole elementari: già a inizio degli anni Duemila si era parlato di una proposta di accorpamento. Ed era scoppiata la rivolta a Santo Stefano». Con tanto di raccolta firme che aveva portato a far cadere questo tipo di obiettivo, «poi non ne ha parlato più nessuno». Il punto, però, resta: «Il tasso di natalità si sta riducendo e ogni anno si fatica a fare la classe Prima alle elementari». In sintesi: «Il problema non è detto che saremo noi a porlo, ma potrebbe essere direttamente il Provveditorato a interessarsi per far chiudere una scuola che rischia di non essere più necessaria. Vuol dire che, tra dieci anni, magari, un sindaco si troverà nella stessa situazione che ha fatto e fa discutere ora. Perché i bimbi sono sempre meno».
Che fare in futuro?
Anche il primo cittadino prende le difese di Malnati. Spiega: «Ha fatto ragionamento sull’andamento demografico. Ma questo è il solito modo di fare politica della minoranza». E aggiunge: «Intanto, sarà una decisione del Provveditorato. Ma poi si vede che il rischio è che non ci saranno abbastanza bambini. E un numero limitato di iscrizioni diventa uno spreco di risorse per entrambi i plessi». Due strutture che, oltretutto, «sono a 500 metri di distanza l’una dall’altra. Piuttosto, ora, c’è da capire cosa fare in futuro dell’edificio che eventualmente si libererà».
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