GORLA MINORE – Nasce un asse bipartisan che spariglia gli schieramenti politici sull’ipotesi di un “super-Comando” di Polizia locale tra Gorla Minore, Gorla Maggiore e Marnate. Lo dimostra il comunicato congiunto firmato dall’ex sindaco di Gorla Minore Vittorio Landoni, per dieci anni alla guida di una lista civica che “pendeva” verso il centrosinistra, e da Luca Vergani, consigliere di minoranza di Marnate che è anche segretario di Forza Italia. «I tre comuni, ora unificati dalla stessa area politica, non sono in grado di dialogare su questo tema?» la provocazione della “strana coppia” delle larghe intese Landoni-Vergani, che fa riferimento all’appartenenza di centrodestra dei governi comunali.
Il rilancio
«Ci sembra che non ci sia più la volontà politica che univa i comuni» sostengono i due esponenti delle opposizioni, a proposito delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Gorla Maggiore Pietro Zappamiglio che ha tirato il freno a mano sulla proposta appena rilanciata da una mozione in consiglio comunale dei gruppi “Per una comunità rinnovata” e “Prospettiva Indipendente” di Gorla Minore. «Ma intanto a Marnate stanno pensando a pattugliamenti unificati con Rescaldina mirati al contrasto della droga e ciò pone qualche domanda – affermano Landoni e Vergani – ma i tre comuni ora unificati dalla stessa area politica non sono in grado di dialogare su questo tema? Ci si pone ancora il problema di chi potrà fare il Comandante? Certo gli organici sono al lumicino ma la legge Regionale è in vigore e allora perchè non almeno perseguire un progetto da presentare in Regione, viste le affinità partitiche?».
Il Distretto di Polizia locale
La questione del comando unico, rimasta “dormiente” per anni, era stata riportata in auge un anno fa dal marnatese Luca Vergani, con la proposta di un Distretto di Polizia locale della Valle Olona. «La Stazione dei Carabinieri dovrebbe avere una dotazione di 12 carabinieri, perchè non avere un comando unico con 14 agenti? – si chiedono i promotori della proposta – vorremmo ribadire quanto già dichiarato: un distretto condivide risorse e strumenti riducendo duplicazioni e ottimizzando le operazioni quotidiane; inoltre darebbe la possibilità agli agenti di avere accesso a programmi di formazione mirati e qualificati, infine una diversa e più efficace possibilità di accedere ai bandi regionali ai fini di implementare risorse umane e strumentali».
Caso politico?
Nelle parole di Zappamiglio, esponente di Fratelli d’Italia, c’è l’idea che l’intelligenza artificiale e l’innovazione tecnologica renderebbero «anacronistico» un comando unico: «L’idea che “basti l’AI per risolvere i problemi di sicurezza” è una semplificazione pericolosa – secondo Vergani e Landoni – queste tecnologie richiedono costi, infrastrutture adeguate e competenze specifiche. Nei Comuni e nella PA, inoltre, videosorveglianza e analisi automatizzate devono rispettare vincoli stringenti del GDPR e dell’AI Act, che limitano fortemente ciò che si può fare. Prima della tecnologia, vengono conformità, trasparenza e tutela dei cittadini». E per gli esponenti di Gorla Minore e Marnate «oggi è importante sfruttare la tecnologia a disposizione e potenziare il sistema in questo senso, ma anche avere una uniformità di intenti in un territorio peraltro omogeneo. Si propone uno studio, si chiede una progettualità, ma se la risposta è questa da parte di quella maggioranza politica che governa qualcosa non torna».
Super-comando di Polizia locale: a Gorla Minore lo propone l’opposizione
