STRESA – E’ durato meno di sette mesi il cosiddetto “accordo di responsabilità “ tra la sindaca di Stresa Marcella Severino e il gruppo “Per Stresa” di Andrea Fasola Ardizzoia e Tommaso Coppini. Questi ultimi hanno infatti deciso di ritirare l’appoggio esterno all’amministrazione, lasciando Severino di fatto senza maggioranza.
“Per Stresa”; impossibile proseguire con trasparenza e fiducia
In una nota Ardizzoia e Coppini parlano di «accadimenti che hanno dimostrato l’impossibilità di proseguire con trasparenza e fiducia» l’accordo.
«Le motivazioni- spiegano i due consiglieri – vertono in particolare sulla progressiva assenza di comunicazione su decisioni garantite come collegiali ma poi prese autonomamente».
Casus belli l’ampliamento del Bristol e il parcheggio di villa Saini
Due sono i “casi” che Ardizzoia e Coppini citano come gocce che hanno fatto traboccare il vaso. In primis il progetto di ampliamento del Grand Hotel Bristol. “Dopo il voto della legge 16 in Consiglio Comunale, legge che prevede l’individuazione dell’Area era stato chiesto di convocare i capigruppo per visionare insieme il progetto – scrivono nella nota -. Questo non è accaduto, bensì la giunta, poche ore dopo il Consiglio Comunale, ha approvato tale progetto senza informare il Gruppo per Stresa, rompendo di fatto il patto di lealtà e fiducia necessari alla collaborazione tra parti opposte, instauratasi a suo tempo per il bene della città».
L’altra vicenda è quella del parcheggio sull’area di Villa Saini. «Nell’ultimo consiglio comunale – dicono i consiglieri di “Per Stresa” – si è parlato di riavviare la procedura di esproprio che il nostro gruppo ritiene sbagliata e non necessaria. Questo progetto (dal costo di oltre 6,5 Milioni €) vincolerebbe le future amministrazioni senza dare possibilità di presentare proposte in aree più adeguate e consone in termini di viabilità».
«Manca determinazione su lungolago, porto e funivia»
E non basta: Ardizzoia e Coppini considerano «altrettanto decisiva per il ritiro dell’appoggio esterno» quella che definiscono «la mancata fattiva collaborazione e determinazione su 3 temi focali dei 9 stabiliti dall’accordo di responsabilità, dedicati alla progettualità di: lungolago, porto e funivia».
Severino ora ha il problema del bilanci
La sindaca, che è ormai in vista della scadenza “naturale” del mandato, essendo stata eletta con il 43,26% dei voti nel settembre del 2020, si trova ora nuovamente senza maggioranza. Severino era rimasta già azzoppata lo scorso gennaio, dopo le dimissioni dell’assessore Carla Gasparro in coincidenza con l’addio alla maggioranza del consigliere Gianmarco Bazzi.
Una situazione che aveva impedito la surroga, e aveva lasciato in bilico per mesi l’amministrazione, alla quale era poi arrivato il “soccorso” di Ardizzoia e Coppini. Ma ora c’è alle viste il problema dell’approvazione del bilancio di previsione, l’ultimo di questo mandato. Una occasione ghiotta per le minoranze che potrebbero immaginare di far cadere Severino con qualche mese di anticipo, per arrivare alle elezioni che si svolgeranno comunque nella primavera prossima, con un commissario prefettizio e la sindaca uscente fuori dalla stanza dei bottoni.
