LESA – L’idea è semplice e allo stesso tempo suggestiva: il Lago Maggiore è uno, al di là delle articolazioni amministrative. E il simbolo più potente dell’unità condivisa è la Navigazione Lago Maggiore che solca tutto il bacino del Verbano da Sesto Calende ad Arona, a Stresa, fino a Verbania, Cannobio e Laveno.
Nasce “Lands Lake” per valorizzare il Lago Maggiore
E’ con questo spirito che è stata “battezzata” ufficialmente Lands Lake, una nuova realtà associativa dedicata alla valorizzazione culturale, storica e territoriale del Lago Maggiore, con un obiettivo di grande respiro: celebrare il bicentenario della navigazione di linea e raccontare l’eredità che essa ha lasciato e continua a lasciare alle comunità che vivono sulle sue sponde.
La conferenza stampa di presentazione a Lesa
“Lands Lake” è stata presentata venerdì mattina a Lesa: presenti i promotori e l’amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Luca Bona.
A 200 anni dal viaggio inaugurale del piroscafo Verbano, l’associazione intende dare voce a un patrimonio comune che unisce territori, culture e identità diverse, disegnando un percorso condiviso che riafferma il valore centrale della navigazione come simbolo di connessione, scambio e crescita collettiva.
In costruzione un programma di iniziative
Lands Lake sta costruendo un programma articolato di eventi: mostre, convegni, rassegne culturali, attività divulgative e iniziative celebrative che, nel corso del 2026, renderanno protagonista l’intero bacino del Lago Maggiore.
«L’ambizione – dicono i promotori – è quella di generare una memoria viva e partecipata, capace di valorizzare le unicità delle realtà locali e al tempo stesso di restituire una visione unitaria del territorio lacustre».
L’appello alla massima collaborazione
L’obiettivo di Lands Lake è quello di attivare il massimo possibile di “engagement” territoriale: per questo enti pubblici, istituzioni culturali, imprese, associazioni e cittadini sono stati invitati a prendere parte «alla costruzione di un anniversario storico, che supera i confini geografici per dare vita a un movimento culturale unitario».
