MAGENTA – Un “punto di appoggio” per i Carabinieri all’ingresso dell’ospedale Fornaroli di Magenta. Obiettivo: garantire maggiore sicurezza al personale che vi lavora e ai pazienti dopo le aggressioni ai sanitari e le ripetute intemperanze di sbandati. Il locale, inaugurato oggi, lunedì 15 dicembre, alla presenza dei vertici dell’Asst e di numerose autorità del territorio (nelle foto), è stato ricavato nell’ex guardiola da anni in disuso e dispone di posti auto riservati. Non sarà aperto al pubblico né avrà orari, ma – come ha spiegato il tenente colonnello dell’Arma Emanuela Rocca, comandante del Gruppo Carabinieri di Rho – «sarà accessibile 24 ore su 24 ai nostri militari e renderà più efficaci i nostri interventi».
Una chiamata al 112 ogni due giorni
In pratica, da un lato avrà una funzione di raccordo con il personale della vigilanza dell’ospedale e dall’altro di ascolto delle persone ricoverate vittime di violenze fisiche. «Per noi è una iniziativa preziosa – ha ribadito Rocca – Riceviamo in media 14 richieste al mese di intervento per aggressioni al personale sanitario negli ospedali del territorio, che conta più di 200.000 abitanti, o per la presenza di vittime di reato da ascoltare. Questa stanza ci consente di non perdere quella tempestività che garantisce l’efficacia dei nostri interventi. Anche la posizione per noi è perfetta, fuori dal caos e vicina all’ingresso del complesso ospedaliero».
Del Gobbo: «Educare i cittadini»

Fra gli intervenuti al taglio del nastro, i comandanti della Compagnia Carabinieri di Legnano maggiore Pietro Laghezza, della Compagnia di Abbiategrasso capitano Francesco Lionello e della Stazione di Magenta luogotenente Massimo Simone, il deputato Umberto Maerna, l’assessore regionale Franco Lucente, i consiglieri regionali Scurati e Garavaglia, il sindaco Del Gobbo con gli assessori Bonfiglio e Gelli e il presidente del consiglio comunale Aloi, e ancora il presidente del Parco Ticino Ismaele Rognoni, il direttore generale di Ats Milano Silvano Casazza e il vicepresidente della Fondazione dei Quattro Ospedali Angelo Cazzaniga.
Luca Del Gobbo ha parlato di «un ulteriore miglioramento della sicurezza e tranquillità degli spazi del nostro ospedale. È stata lunga tornare a una situazione di normalità laddove una persona più volte ne ha combinate di tutti i colori». E ha poi allargato così il discorso: «I cittadini vorrebbero la sicurezza in ogni locale pubblico e via della propria città 24 ore su 24. Appena succede qualcosa, chiedono telecamere e più forze di polizia. Dovremmo invece ricominciare a fare educazione civile sui cittadini: spesso non c’è adeguata educazione né rispetto per chi ha una divisa come un camice da medico, visto che ci sono persone che pretendono di dire loro che cosa devono fare e, se non ascoltate, li prendono a calci. Il governo ha fatto qualcosa, ma non abbastanza».
Laurelli: «Altro passo per la sicurezza»

«Nessuno nega le difficoltà – gli ha risposto l’on. Maerna – a cui le istituzioni stanno cercando di porre rimedio a ogni livello. Quello di oggi è un segno di attenzione a cittadini e operatori sanitari. Una piccola ma significativa azione: più uomini delle forze dell’ordine ci sono e più la gente si sente tranquilla. La stessa gente che non dev’essere assediata nei parcheggi o turbata da sbandati nei luoghi pubblici. E a proposito di parcheggi, quelli degli ospedali non dovrebbero essere a pagamento».
Per il direttore generale dell’Asst Ovest Milanese Francesco Laurelli (nella foto sopra, alla firma della convenzione con l’Arma dei Carabinieri) quello di oggi è stato «un passo interessante per tutta la città in un percorso in itinere. Il nuovo presidio è in una delle vie di accesso al pronto soccorso ostetrico ginecologico e ad altri servizi, ben raccordato con l’ingresso principale. La sicurezza è importante per un ospedale che è un piccolo paese con continue entrate e uscite: funziona 24 ore su 24, è sempre aperto e ha personale che non smette mai di lavorare, esattamente come le forze dell’ordine. Le emergenze – ha aggiunto Laurelli – ci hanno spinto a una collaborazione continua con esse, oltre che a un rafforzamento dell’organizzazione interna e a interventi strutturali, con nuovi cancelli e la revisione delle regole di ingresso, per garantire sicurezza al personale e agli operatori delle ditte che ci lavorano, come a pazienti e degenti. Su questo fronte, il nostro lavoro non è ancora concluso».
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