BUSTO ARSIZIO – «I musei cittadini chiudono per riaprire più belli e accoglienti». L’assessore alla cultura Manuela Maffioli annuncia con queste parole la chiusura, per un anno, delle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna e del Museo del Tessile e della Tradizione Industriale. «È la prima volta in circa trent’anni di storia – i due musei sono stati inaugurati rispettivamente nel 1990 e nel 1997 – che si interviene in maniera strutturata e organica sui musei, al punto da chiuderli, con una serie di azioni a fasi alterne».
La riqualificazione
Dal 7 gennaio 2026 i due musei civici saranno off limits ai visitatori e prenderà il via la fase di valutazione e ridisegno delle collezioni e dei percorsi museali da parte delle conservatrici e del personale delle due strutture. Poi toccherà all’ufficio lavori pubblici e ad Agesp mettere in campo le migliorie strutturali. «L’obiettivo – rivela l’assessore Maffioli – è riaprirli rinnovati, migliorati, molto più rispondenti alle esigenze e di maggior attrazione per il pubblico». La primavera 2027 è l’orizzonte temporale per la ripartenza. Un investimento da circa un milione di euro che è, per Maffioli, «un segnale importante» della volontà dell’amministrazione di «valorizzare il patrimonio culturale» di Busto Arsizio.
Gli interventi in programma
«I beni comunali hanno sempre bisogno di manutenzione – sottolinea il sindaco Emanuele Antonelli, in doppia veste di delegato alle opere pubbliche – questo sono grossi e di pregio, e ci impegnano in modo importante». Gli interventi, come spiega il dirigente dei lavori pubblici Matteo Gargarella, riguardano «il miglioramento dell’efficienza energetica e impiantistica degli edifici, tutelati dalla Soprintendenza, nel solco dei cantieri Pnrr», ma anche «l’accessibilità degli edifici», ad esempio con la sostituzione degli ascensori.
La vita dei musei continua
«Ma il cuore dei musei non smetterà di battere» promette Manuela Maffioli: le attività museali e di didattica museale non si interromperanno, ma saranno organizzate in altri contesti, o conviveranno con i cantieri, come nel caso dello spazio per le esposizioni temporanee di Palazzo Cicogna e delle sale gemelle del Museo del Tessile (che non saranno toccate dal cantiere). «Cogliamo questa occasione per incentivare e raccontare il lavoro dietro le quinte – fa sapere Erika Montedoro, conservatrice del Museo del Tessile – faremo una revisione dell’inventario e un lavoro scientifico di studio degli archivi e delle collezioni per eventuali campagne di restauro e per valutare un riallestimento del Museo». E Angela Cerutti, conservatrice a Palazzo Cicogna, ricorda che «la parziale chiusura sarà anche una parziale apertura. Non cesseranno gli appuntamenti tradizionali come May Fiber e Ottobre del Tessile, ma anche Uno spazio per l’arte, il Festival Fotografico Europeo e il Busto Arsizio Photo Contest».
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